Il ritorno

Ridammi le mie amate cose.

Ridammi i miei pensieri

e le parole mute e brevi

soffocate da troppo ardore.

Dammi cio’ che e’ mio

ed e’ la mia ossessione,

la pelle, i capelli, l’anima mia

la mia fortezza senza eroi

mai violata da fantasmi scuri.

Mi riprendo tutto,

come una galeotta al primo sole

che mangia terra e beve fango

tanto e’ dolce il suo tornare.

E’ mio anche il tuo male

e il parlare empio

senz’arte ma di mestiere

fabbricato dal mio calore.

Ridammi tutto senza fiatare

che la pazzia dell’avere

e’ un demone suicida

che si avventa sul tesoro.

E ridammi la memoria

e che ogni atomo di Storia

se e’ mia deve sparire

nell’eterno e nello spazio,

un letame ricco e nero

per nutrire il giorno vuoto.

A.R.