Notturno

Luce fioca della sera

conservami sempre

fino al bussare del mattino.

Temo che lasciarsi andare

nel nero di seppia di questa volta

fermi il respiro di un corpo sospeso.

E se pure fosse divino

odio il sonno, e i suoi pentimenti.

E’ un dolce cilicio la veglia

sapendo che niente e domani

sanno della mia disperazione.

A.R.

Dialogo tra amanti

“Sei tu piccola vipera ingorda

che gettavi veleno e miele a poco a poco,

fino a rendermi immune dal dolore?

Tu, che toglievi fatica al mio pensare

cibo al mio orgoglio senza fine

voce alla mia rabbia senza pace?”

“Io mi ricordo solo che le tue braccia

hanno sciolto quel bozzolo di paure

e da crisalide umile e scura

sento di essere l’eletta del Signore.”

A.R.