Dicono di me sulla Fiera dei libri di Nicla Morletti….

Grazie di cuore per la sorpresa e la meraviglia procuratami stamane all’arrivo del tuo libro.
Ho appena letto l’inizio e subito un turbinio di emozioni si è impadronito di me.
Non so chi realmente c’è dietro queste righe in quanto non ti conosco, ma almeno in parte mi rendo conto che c’è tutta una vita dietro, certamente una vita non facile, una vita che hai dovuto affrontare con coraggio e con difficoltà non sempre parse sormontabili.
Sono una persona che accetta i sentimenti, anche quelli negativi in quanto anch’essi insiti nell’uomo, quindi permettimi di provare una certa invidia nei tuoi confronti per la facoltà che hai nel riuscire ad esporre in parole i sentimenti in maniera da creare emozioni in chi legge. Un ultimo grazie per il coraggio che immagino mi darà il tuo libro per affrontare le mie avversità.  ( Vincenzo )

 

” Il sonno di Salomè ” è la veglia della passione.
Questa brama di amare che toglie il respiro della notte per ossigenare ventiquattore di estasi e tormento.
Si, perché consegnare il proprio cuore ad un altro è dono e insieme pazzia.
E’ una ragione che l’intelletto sconvolge.
Come un bacio improvviso, come un fremito dei sensi, come il sospiro di un sentimento perduto.
Antonella Rizzo in ogni verso trasfonde la metrica della carnalità spirituale.
Complimenti.  ( Gaetano )

 

Complimenti all’autrice.. sono dei versi molto scorrevoli.. la cosa che ho apprezzato è stato l’accostamento di queste metafore…l’accostamento di questo amore alla natura.. del resto l’amore è una cosa che nasce spontaneo, proprio come i frutti della natura.. e come essa in un istante può sfiorire se non innaffiato.. ( Maddy )

 

Anche io ho letto “Il sonno di Salomè” di Antonella Rizzo e lo leggo ancora, perché è per me uno di quei libri che Anobii definirebbe “da consultazione”. E mi piace! Mi piace starmene seduta tra quei versi e vedere cosa cela, per davvero, il sottobosco di una Donna degna della storia. Le sue parole sono contenitori. Scatole nelle quali mi sbraccio a tirar fuori pezzi di me. Ogni volta. Ché alla fine prendo anch’ io coscienza di quello che sento. I versi si chiamano, densi, fitti in un’ indagine senza vergogna sul mondo femminile. La donna è completa, nel suo coraggioso divenire. L’ autrice ha il dono della musicalità. Una musicalità, la sua, in cui anche la pausa ha un suono.  ( Profumo di limoni )

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