Antonella Rizzo a Shingle22J, Biennale d’Arte Contemporanea

Domenica 22 settembre dalle ore 17.30 presso il Museo Archeologico di Anzio finissage di SHINGLE22J, Biennale d’Arte Contemporanea di Anzio e Nettuno, alla sua quarta edizione, dedicata al tema “Donna: prodotto e produttrice”. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Culturale 00042, a cura di Andrea Mingiacchi. 

 

Nell’ambito della sezione di “Poesia performativa”, Dona Amati, Martina Ippolito, Iolanda La Carrubba, Serena Maffia, Antonella Rizzo, Maria Carla Trapani, proporranno la loro poesia nella performance-reading “Poema Gender Gap: consulti inversi con poeta femmina”, di Ugo Magnanti.

Etero e auto riprese di Iolanda La Carrubba. Makeup d’arte di Francesca Mastrella.

 

È un argomento estremamente delicato quello che muove la quarta edizione di Shingle22j.

La questione femminile, una delle infinite storie di dominazione dell’umanità, un sempiterno alternarsi di vittorie e sconfitte, di momenti di emancipazione e momenti di minorità, un procedere mai chiuso e mai risolto definitivamente, nel bene o nel male.

Vista come qualcosa da difendere, come qualcosa da indirizzare in quanto incapace o intrinsecamente sottomessa, come qualcosa da gestire, comunque sempre come un qualcosa, la Donna ha percorso in lungo e in largo la storia delle culture. Che sia stata madre di un Dio, o qualcosa di intermedio tra “un oggetto e un uomo”, comunque qualcuno ha sempre detto cosa la Donna doveva fare, dove la Donna doveva stare, cosa la Donna doveva essere. Sotto il manto della ragione, della medicina, della religione, la Donna è sempre stata un qualcosa che a seconda del momento ha avuto valori diversi.

Questo ha significato e significa il considerare la Donna come una cosa tra le cose, in uno schema dove la “donna” deve guardare all’“uomo” per avere un ruolo, anche quando questo ha la parvenza di una conquista, come fosse una materia inerte, una merce, un oggetto, comunque come qualcosa passibile di modifica o sostituzione in caso di obsolescenza o di variazioni nei gusti.

Quando è ovvio in realtà che non esiste la “Donna” che, a seconda del momento e del luogo, è poi madre, concubina, santa. Esistono le donne, cosi come gli uomini, che sono esseri umani, ed in quanto tali latrici (e latori) di infiniti progetti di vita, di desideri, di sogni… sempre perfetti nella loro unicità.

È in quest’ottica che al tema della donna viene affiancata l’antitesi prodotto-produttrice.

Prodotto dei desideri del maschio padre-padrone, prodotto della chirurgia estetica, prodotto di culture che la nascondono sotto veli o la espongono senza alcuna umanità.

Produttrice invece di idee, produttrice di se stessa nell’emancipazione, produttrice dei suoi desideri, delle sue voglie. Prodotto e produttrice perché come in ogni caso di esclusione le categorie si sovrappongono, si confondono: la donna sessualmente emancipata, è prodotto di una cultura o produttrice di se stessa? La donna madre è anche lei prodotto di una cultura o produttrice di un desiderio?

Chiediamo all’arte di darci le sue risposte, in quanto attività che produce ed è prodotto.

Lo Staff

Associazione Culturale 00042

 

 

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