Antonella Rizzo su “Riguardo l’obbedienza. Poesie dal corpo” di Dona Amati

Immagine

                                                Su “RIGUARDO ALL’OBBEDIENZA”

                                                         POESIE DAL CORPO

                                             di Dona Amati – Fusibilia Edizioni 2013

Niente di più simile alla silloge di Dona Amati avrebbe legato con la mia furastica sensibilità.

In realtà più che di una fortuita collisione tra poeti circolanti definirei l’incontro con questo volume un esempio di sincronicità occulta ed iniziatica che si rivela quando le parole chiave si palesano all’altro, in una successione spasmodica e raffinata di richiesta e di contemplazione.

La poesia di Dona non è rivendicazione a un istinto disordinato e aggressivo ma l’affermazione invece di un predominio della volontà femminile e della potenza dell’intelletto che piega il desiderio e la pulsione ad autodeterminazione storica e temporale. Non è il sentimentalismo bieco, fasullo delle penne lacrimanti, quello che confonde l’etica costruttiva femminile con la sudditanza al dolore e alla sofferenza.

La mia mano è fiera di sedare quelle del ventre”

Il problema è questo: nell’antichità l’amore era compagno di Eros e passeggiavano insieme tra furibonde tempeste e sanguinari scontri. Una tale tensione emotiva era necessaria per gettarsi simbioticamente nell’altro, in maniera narcisistica e tirannica. Per la conservazione della specie l’attrazione è fondamentale e la discendenza è assicurata dai caratteri genetici dominanti e migliori, una Rupe Tarpea delle emozioni dove i vinti finivano nell’antro buio della disperazione e i vincitori attingevano nettare dionisiaco per le loro battaglie. Manna per alcuni, fiele per altri.

Non lasci la testa nel cappio del sentimento

ma il corpo biblico ne ha due, e la mia ne è strangolata”

La funzione sociale coesiva della coppia decretata dalla successiva tradizione giudaico-cristiana parla una lingua melliflua e ipocrita che spaccia per misericordia e compassione una forza necessaria e ispiratrice che nella Poesia di Dona Amati finalmente rivendica la sua dignità a un’esistenza autonoma e orgogliosa, un archetipo femminile potente e seduttivo lontano dalle sgradevoli virago che emulano i tratti negativi del potere anziché affermare la forza indiscussa dell’intelligenza emotiva e del sapere condiviso.

L’amore non è mai innocente, nemmeno

fatto di tempi morti.

E se si scortica l’anima a blandi pezzi,

è risulta di facili bocconi d’eros.

Non più giaciglio di sinapsi.”

Mirabili passaggi questi dove è contenuta l’essenza di una Verità uccisa dalla storia e da una morale opportunisticamente repressiva. Finalmente un Amore privo di attributi medicamentosi, altruistici ma sublimamente raccontato nella sua nudità morale di forza incontrollata e intimamente connessa a Eros che ne decreta la specificità del sentimento. E tutto avviene attraverso questa fagocitazione di corpi ed anime che la Amati non demonizza come una pulsione animale frutto di impulsi nervosi e sensoriali ma vive con gioia e consapevolezza.

E’ una scrittura preziosa quella di Riguardo all’obbedienza, di una circolarità elegante e musicale.

Il canto d’amore a Lilith, per esempio, mirabilmente orchestrato in versi di velluto è un manifesto di bellezza e gioia, elogio di una gioia carnale che attraverso Eros e le sue implicazioni libera la prigionia dell’anima che tende per sua natura a volgere verso l’infinito:

Sei bella.

Offerta nel profilo morbido che cede, come maleficio d’incanto.

Non è tempo di allentare il movimento

Della conoscenza, oscura attrice.

Voglio sciogliere lo sfinimento

Impallidirti del respiro tutto

Razziarti il fremito

Come innaturale preda

Che s’abbraccia di me, concessa”.

Eleganza ritmica e sintattica questa concessa a chi porta in sé il segno del vero poeta.

Antonella Rizzo

 

WordPress.com.

Su ↑

Hermes Curioso

Psicopompo! Cappello da viaggio e ali ai piedi, leggero e incostante, perennemente curioso.

sm

Io non coglierei la mela, sradicherei l'albero intero e lo inghiottirei, avara delle radici di Adamo (Serena Maffia)

Studio Legale Giorgio Di Micco

credo nel senso di giustizia e di libertà

La via del socialismo

Sito di riflessioni, recensioni di libri di storia e filosofia politica attinente al socialismo

Le Trame del destino: Libri e dintorni

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri” (Irving Stone)

Profumi di poesia

viaggi lirici ESsenziali

Imp[o]ssible Book

impossibilie e' solo cio' in cui non si crede

OpinioniWeb-XYZ

Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!

Parole di Pane

Un libro per dare voce a chi voce non ha

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

© Lidia Popa - Arte e inchiostro

Non è povero colui che si prende la cura di un ramo senza radici, ma colui che protegge delle radici senza rami. © Lidia Popa

la libraia virtuale

Recensioni e consigli di lettura

Del cielo stellato

Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria

L'Arco di Aprilia

La storia di Aprilia attraverso i suoi personaggi

nanita

la poesia, la natura, gli alberi

internopoesia.com/

Il blog di Interno Poesia