Giornata contro la violenza sulle donne

Oggi giornata contro la violenza alle donne. Vi prego di combattere questa piaga con lo stesso impegno profuso per ogni tipo di sopraffazione e di violenza, in maniera ecumenica, senza creare fazioni e irrigidimenti ideologici. La letteratura anni 70 è un punto di partenza da cui dobbiamo partire senza crogiolarci come fosse il libretto rosso di Mao. Consideriamoci unite tra donne atee, agnostiche, cattoliche, musulmane, intellettuali o umili operaie. Chi conosce la Storia sa che ogni Idea ha portato un contributo all’evoluzione della specie e che la manipolazione in negativo è stata operata da una ristretta élite di potere. Il pensiero antico per esempio era fondato sull’idea di eroismo e di eccellenza e affossava ogni idea di eguaglianza, il Cristianesimo ha imbrigliato l’Eros e le pulsioni profonde ma ha introdotto il sentimento di carità, il Marxismo ha contribuito in modo diverso e così via….Vi prego di attraversare con cognizione di causa e con spirito critico il percorso della nostra Umanità e di praticare una libertà consapevole. A me sta stretto ogni tipo di abito.

Maria Rizzi su “Confessioni di una giovane eretica”

musa

Le liriche della Silloge “Confessioni di una giovane eretica” sono
caratterizzate stilisticamente dall’ampiezza del respiro strofico e da
amplificazioni di senso create dai versi coniugati spesso al passato remoto o posti in forma
interrogativa : “E non so se ho vissuto / tra diaspore di pensieri / o nella
rugiada del mattino” – versi tratti da “Dejà vu”.
La vita è in bilico tra ciò che  e ciò che potrebbe essere stata… E’ rievocato, come in altre liriche di
Antonella il mondo dell’infanzia, violata dagli elementi, che ora sembrano vagliati dal ricordo.
Nei versi della Silloge “Il sonno di Salomé”erano parte del caos, che caratterizza
l’infanzia, l’adolescenza, in questa nuova Opera compongono un quadro,
fedeli a una nuova inconsapevole regola, quella del realismo: “Alza la
polvere il vento indiscreto / spezzando le piccole ali di fata / a giovani
insetti e a cime di fiori / folate di nuovo, di sacro, di incanto” – versi
tratti da “Primavera”.
Il sogno si identifica con l’incubo, come l’impossibilità di un ritorno al
grembo, inteso in qualunque sua accezione. E’ reimmersione nel ciclo perenne
di morte e rinascita, discesa negli alvei oscuri pervasi da linfe sorgive:
“Mi aspettavi dove l’inferno / prearava brace e ferro / per difendere il
segreto / dalle spade del risveglio” – versi tratti da “Sogno”.
Si alternano nella scelta dell’Autrice le immagini dei ‘vampiri’ dalle brame
viscide a quelle dell’amore che “nutre la fame e culla i miei sogni / calice
di liquide trasparenze / di dolci e vermigli frutti di sangue” – versi
tratti da “Vorrei”.
La donna sceglie, da ‘eretica – dal latino haereticu = che ha fatto la sua
scelta -, di non guardare il tempo che scorre attraverso lenti deformanti,
di desiderare e temere al tempo stesso, con la stessa devastante intensità.
La lirica “L’egoista” è l’atto più alto, potente e disarmato della Raccolta.
Vi è stato un uomo che ha pagato dazio per i danni procurati. La sua resa
non basta alla nostra Autrice per dimenticare il buio degli anni che chiedevano la luce e
non sceglie un inutile perdono… così egoista il perdono…non salva
nessuno.
In alcune poesie si respirano aspetti irriverenti, di autentica invettiva,
espresse con sobrietà verbale, con musica gradevolmente ruvida, ma con viva
intensificazione delle figure retoriche fondamentali per rafforzare i
concetti. “L’urlo e il silenzio”, per esempio, è un’escalation di sostantivi
e di verbi, seguiti negli ultimi cinque versi da ossimori incandescenti:
“Sgomenta si chiede / perché la rabbia non grida / non urla il silenzio /
perché l’invidia e il dolore / non scoppiano dentro”.
Ma, a fronte di una vena lirica tanto sanguigna, il senso dell’attesa resiste.
L’Autrice, che nel componimento “Il fuoco addosso”, si definisce ‘bossolo vacante’, resta
anche tesa ad arco verso la scelta della luce. La teme, perché diffida, ma ne attende la
rivelazione: ” Io diffido della luce, Padre / quando non si vela al mio cospetto / e ripete
come grani di rosari scuri / i precetti e le sue benedizioni” – versi tratti da “Eresia della luce”.
Tremano gli arbusti dei cuori sullo spartito di un’Artista che strappa la propria maschera e,
spinge a togliere le nostre: ” Eppure cerco / e so di spargere ovunque / la semenza dell’inquietudine”-
versi tratti da “Eppure cerco”, e si esce in stato di magico, destabilizzante surplace dalla lettura dei suoi
versi di sangue e sogni.

Maria Rizzi

“Confessioni di una giovane eretica” al Ponente International Film Festival

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Tra gli eventi in programma del PIFF Antonella Rizzo presenterà la sua ultima silloge “Confessioni di una giovane eretica” Lepisma Edizioni presso la Città dell’Altra Economia (ex mattatoio-Macro) a Roma
http://www.levantefilmfest.com/Interverranno:
Dona Amati
Patrizia Prestipino
Sabino Caronia

Il Ponente International Film Fest è una sezione dislocata del Levante International Film Fest, ma è anche una manifestazione auto-compiuta che annuncia “prospettive future”. Il LIFF-Festival di Cinema Indipendente ha da sempre avuto nel legame con il territorio la sua stessa ragione di esistere e per vocazione si è sempre posto come luogo di dibattito, esplorazione, condivisione e denuncia, nella convinzione che lo sviluppo territoriale funga da veicolo a quello sociale e sia locomotore dell’economia. Attraverso un ricco ventaglio di iniziative di diversa natura (artistica, divulgativa, pratica) si proporrà di restituire uno sguardo complesso sulla città, che si intrecci, nelle sue diverse declinazioni, ad altre discipline come l’antropologia, l’architettura, la sociologia, la scienza, la filosofia.

Gli eventi si svolgeranno tra la CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA (l.go Dino Frisullo, snc – ex mattatoio di Testaccio) e all’interno del locale CAFFE’ LETTERARIO (Via Ostiense, 95)