La profumeria

profumi

So di essere estremamente vintage ma se c’è una cosa che mi manca da morire durante i rari momenti di shopping è la vecchia profumeria. Vecchia, dico vecchia perchè quelle moderne sono tecnologiche, zeppe di specchi, con angoli futuristici dedicati al make up tanto da sembrare cabine di simulazione di volo. Scaffali ordinati in ordine alfabetico, scatole di strisce depilatorie e assorbenti per signora vicino ai sali da bagno e ai piegaciglia. La morte della femminilità. Per me la profumeria era il lettino dello psicanalista, un luogo magico, piccolo, con una signora di mezza età sorridente e profumata che mi mostrava orgogliosa l’ultimo ritrovato in fatto di contorno occhi. Seduta in una poltroncina rivestita di tessuto zebrato si alzava appena varcavo la soglia del mondo magico e si apprestava a condividere, come in un circolo iniziatico, i rituali segreti pronunciando parole incomprensibili come “aldeidato”, “legno del Madagascar”, “rosa tea” mentre mi mostrava i preziosi flaconi retrò che contenevano le preziose essenze. E siccome l’olfatto è il primo senso con cui mi contamino con la realtà avvicinarmi a quei paradisi liquidi significava dimenticarmi dei debiti, delle scadenze, degli sgarbi ricevuti durante la giornata. La preziosa ampolla veniva esplorata dalle mani e poi dagli occhi per stabilire con esattezza il luogo di provenienza del sortilegio. Parigi, Londra, un’eccezione alla bottega di Frau Tonis a Berlino, la famosa profumeria della Dietrich ma niente di più. Il resto era volgare merce da bancarella per cani da tartufo. Poi l’attenzione cadeva su un teca di legno stile impero lunga e stretta che mostrava collane in pietre dure e meravigliosi orecchini cabochon e smalto come bottoni di una giubba napoleonica. La signora sorridendo mi porgeva uno specchio ovale con le mani da geisha, rosso lacca sulle unghie e la sterlina appesa ai cerchi del bracciale. Alzavamo nello stesso momento la testa e incrociavamo lo sguardo, compiaciute e complici.

A volte mi sento davvero vintage.

Scritto da Antonella Rizzo

WordPress.com.

Su ↑

Hermes Curioso

Psicopompo! Cappello da viaggio e ali ai piedi, leggero e incostante, perennemente curioso.

sm

Io non coglierei la mela, sradicherei l'albero intero e lo inghiottirei, avara delle radici di Adamo (Serena Maffia)

Studio Legale Giorgio Di Micco

credo nel senso di giustizia e di libertà

La via del socialismo

Sito di riflessioni, recensioni di libri di storia e filosofia politica attinente al socialismo

Le Trame del destino: Libri e dintorni

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri” (Irving Stone)

Profumi di poesia

viaggi lirici ESsenziali

Imp[o]ssible Book

impossibilie e' solo cio' in cui non si crede

OpinioniWeb-XYZ

Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!

Parole di Pane

Un libro per dare voce a chi voce non ha

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

© Lidia Popa - Arte e inchiostro

Non è povero colui che si prende la cura di un ramo senza radici, ma colui che protegge delle radici senza rami. © Lidia Popa

la libraia virtuale

Recensioni e consigli di lettura

Del cielo stellato

Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria

L'Arco di Aprilia

La storia di Aprilia attraverso i suoi personaggi

nanita

la poesia, la natura, gli alberi

internopoesia.com/

Il blog di Interno Poesia