Ghada Soliman su “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno”

La Cleopatra di questo “libello”, per usare un termine caro a Dante con il quale lui stesso ha definito la sua opera in prosimetro, cioè prosa e versi magistralmente uniti, è una donna fiera, una Regina e un’amante al pari di Penelope e Didone. Ricordiamo queste due figure femminili per il loro coraggio e per la loro regalità grazie ad Ovidio, che nelle Heroides ha dato loro la voce.
Una Penelope straziata dalla lontananza di Ulisse, una Didone delusa dalla partenza di Enea e infine una Cleopatra sofferente per il distacco forzato da Cesare.
Tre donne unite da un unico destino, donne orgogliose, donne devastate, donne lussuriose, ma pur sempre Donne.
“Cleopatra Divina donna d’Inferno” è un libro ben scritto, è una piccola opera d’arte che racchiude un immenso tesoro. L’autrice, Antonella Rizzo, è stata molto attenta nella scelta del lessico che in modo eccellente proietta il lettore nelle stanze in cui Cleopatra si trovava.

Ghada Soliman

Il 27 aprile al Museo archeologico di Anzio

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Una donna storica, divina, che Dante ha posto all’Inferno.
Antonella Rizzo le dà voce con uno struggimento e un orgoglio che si rivalgono sulla interpretazione rigida tramandata nel tempo, perché la Storia la scrivono i vincitori e Cleopatra fu data per non vincente. Ma tra i versi del prosimetro di Antonella Rizzo, corre veloce la dignità e la forza di una regina che nonostante tutto, non capitola.

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