Nuccia Martire su “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno”

Cleopatra,carne divina e la carne conosce il mondo d’Inferno prima di ogni altro quando ad abitarla è lo spirito di una dea.
L’opera di Antonella Rizzo desta stupore non soltanto perche’ appare come l’arazzo di un amore tra due centauri,Cesare e Cleopatra, ma anche per lo stile che l’autrice sceglie per rappresentarla : l’amplesso fecondo tra poesia e prosa, una commistione che trova il suo apogeo nel monologo della Regina d’Egitto posseduta da Cesare-Eros.
Nelle liriche “s’annida l’amore come sabbia fine portata dal vento”, “il riso amaro di una donna e di secoli”, si concentra il pathos della lacerazione per un sentimento che non dà tregua.Nella prosa, invece, Cleopatra-Antonella, artefice del suo destino,sembra più intenta a lasciare tracce della sua umana divinità,a raccontarsi nei gesti della quotidianità,ad essere una donna impavida perfettamente consapevole del suo fascino innato, regale derivante da una forza primordiale che sembra avere legami con il fuoco, l’acqua, l’aria, la terra,elementi della natura.
Cleopatra è donna e mito, il suo linguaggio la rispecchia e Antonella Rizzo si attiene a darle una parola senza orpelli, nuda che soltanto nella poesia trascende e diventa profetica e sacra. L’autrice,con la sua opera, ci conduce in un non tempo dove l’antichità e la contemporaneità si fondono come nell’amore si fondono la divinità della vita e della morte.

Nuccia Martire

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...