“Riguardo all’obbedienza” di Dona Amati su Giroma

Niente di più simile alla raccolta “Riguardo all’obbedienza” di Dona Amati, Fusibilia edizioni, avrebbe legato con la mia furastica sensibilità.
In realtà più che di una fortuita collisione tra poeti circolanti definirei l’incontro con questo volume un esempio di sincronicità occulta ed iniziatica che si rivela quando le parole chiave si palesano all’altro, in una successione spasmodica e raffinata di richiesta e di contemplazione.
La poesia di Dona non è rivendicazione a un istinto disordinato e aggressivo ma l’affermazione invece di un predominio della volontà femminile e della potenza dell’intelletto che piega il desiderio e la pulsione ad autodeterminazione storica e temporale. Non è il sentimentalismo bieco, fasullo delle penne lacrimanti, quello che confonde l’etica costruttiva femminile con la sudditanza al dolore e alla sofferenza.

La mia mano è fiera di sedare quelle del ventre”

Il problema è questo: nell’antichità l’amore era compagno di Eros e passeggiavano insieme tra furibonde tempeste e sanguinari scontri. Una tale tensione emotiva era necessaria per gettarsi simbioticamente nell’altro, in maniera narcisistica e tirannica. Per la conservazione della specie l’attrazione è fondamentale e la discendenza è assicurata dai caratteri genetici dominanti e migliori, una Rupe Tarpea delle emozioni dove i vinti finivano nell’antro buio della disperazione e i vincitori attingevano nettare dionisiaco per le loro battaglie. Manna per alcuni, fiele per altri.

“Non lasci la testa nel cappio del sentimento
ma il corpo biblico ne ha due, e la mia ne è strangolata”

La funzione sociale coesiva della coppia decretata dalla successiva tradizione giudaico-cristiana parla una lingua melliflua e ipocrita che spaccia per misericordia e compassione una forza necessaria e ispiratrice che nella Poesia di Dona Amati finalmente rivendica la sua dignità a un’esistenza autonoma e orgogliosa, un archetipo femminile potente e seduttivo lontano dalle sgradevoli virago che emulano i tratti negativi del potere anziché affermare la forza indiscussa dell’intelligenza emotiva e del sapere condiviso.

“L’amore non è mai innocente, nemmeno
fatto di tempi morti.
E se si scortica l’anima a blandi pezzi,
è risulta di facili bocconi d’eros.
Non più giaciglio di sinapsi.”

Mirabili passaggi questi dove è contenuta l’essenza di una Verità uccisa dalla storia e da una morale opportunisticamente repressiva. Finalmente un Amore privo di attributi medicamentosi, altruistici ma sublimamente raccontato nella sua nudità morale di forza incontrollata e intimamente connessa a Eros che ne decreta la specificità del sentimento. E tutto avviene attraverso questa fagocitazione di corpi ed anime che la Amati non demonizza come una pulsione animale frutto di impulsi nervosi e sensoriali ma vive con gioia e consapevolezza.
E’ una scrittura preziosa quella di Riguardo all’obbedienza, di una circolarità elegante e musicale.
Il canto d’amore a Lilith, per esempio, mirabilmente orchestrato in versi di velluto è un manifesto di bellezza e gioia, elogio di una gioia carnale che attraverso Eros e le sue implicazioni libera la prigionia dell’anima che tende per sua natura a volgere verso l’infinito:

“Sei bella.
Offerta nel profilo morbido che cede, come maleficio d’incanto.
Non è tempo di allentare il movimento
Della conoscenza, oscura attrice.
Voglio sciogliere lo sfinimento
Impallidirti del respiro tutto
Razziarti il fremito
Come innaturale preda
Che s’abbraccia di me, concessa”.

Eleganza ritmica e sintattica questa concessa a chi porta in sé il segno del vero poeta.

Antonella Rizzo

2015/01/img_4203-0.jpg

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...