Cara figlia

Cara figlia, vedo in te quelle pulsioni, improvvise e teneramente violente che a suo tempo mi impedirono di fare tante cose. Non rammaricarti di non essere la prima della classe, i fuochi d’artificio non fanno per noi e abbiamo quella sensibilità boschiva che non ci permetterà mai di gioire per i nostri successi senza condividere empaticamente i fallimenti degli altri. Adesso il mondo non è fatto per chi viaggia da solo. È il momento delle transumanze e degli stormi che si muovono in blocco con le loro gerarchie, dei nidi che si chiudono impermeabili nelle loro piccole certezze. Non credere a quel piccolo mondo antico.
Io ti amo incerta, volitiva e fuori dal branco. Un giorno, quando i nidi prenderanno fuoco gli abitanti scapperanno in preda al panico e chissà se troveranno uomini di buona volontà ad accoglierli. Ci sono angolazioni che solo tu riesci a cogliere, e che raccolgo come profezie. Sono quelle le cose che devono renderti orgogliosa, non è questo il tempo delle operose formiche e delle fabbriche ma di imparare a non fiaccarti sotto il peso di amori fugaci e mortali, di consensi dolorosi e di gregarietà per bisogno.
Ti vorrei proteggere più di quello che faccio, io che ho avuto fame di attenzioni e di certezze, ma renderti una Donna libera è quanto immodestamente ti vorrei donare.
Sappi cogliere i frutti dell’attimo, generosa e attenta, che la vita ti saprà ricambiare.