Saturnalia

frontespizio1

Cadevano i Saturnali

   lì avvenne la razzia

   che dei figli di Orfeo

   ancora mi pare di sentire il canto.

Ferree, nude corone

   canne e aceto di Passione

   non cresce acanto e alloro

   abbracciati nelle arene

Cortei di capre mezze

   segate a cuore vivo

   dalla Santa Inquisizione

   cadono, si sgolano.

Incolpevoli, intonse agnelle

   prima ne perivano invece

   aggrappate alle travi mistiche

   visionarie, non fiatavano.

Cadono i Saturnali

   è tempo di ponderare

   se darmi fine come martire

   o apostata del mio Signore.

Antonella Rizzo

Antonella Rizzo su “Cammino orgogliosa per la mia strada” di Wallada Bint Al-Mustafki

wpid-cover-wallada-doppia_5_7_solo-prima.jpg.jpeg

Una vera rarità l’ultimo nato in casa Fusibilia Edizioni: “Cammino orgogliosa per la mia strada” di Wallada Bint Al-Mustafki, traduzione a cura di Claudio Marrucci con un saggio di Antonio Veneziani. Principessa e poetessa araba (994 d.c.-1901 d.c.) e appartenente alla nobile dinastia degli Omeya che aveva conquistato l’Andalusia, non si sposa per un desiderio innato di indipendenza e crea un cenacolo di poesia frequentato da sole donne. La sua figura, un’icona in terra di Spagna, era sconosciuta in Italia e in Europa fino a che lo scrittore e ispanista Claudio Marrucci ne scopre l’esistenza da un vecchio libro scovato tra le bancarelle di Madrid.

La raccolta poetica è un miracolo apocrifo vissuto a cavallo tra il primo e il secondo millennio dopo Cristo, quando le profezie nefaste condannavano l’uomo alla totale estinzione. E come i fiori nel deserto, rabbiosi e superbi tentativi della natura di sopravvivere alla mancanza di nutrimento così si affermano i flussi di coscienza più potenti, quelli comuni ai mistici o alle prostitute sacre del mondo pagano.

Ci sono uomini e donne che trasportano il soffio della vita e avvertono come predestinato il compito di tracciare sentieri e patrocinare ribellioni, consci dell’eccezionalità della loro missione. Ebbene, Wallada è una di quelle donne sfuggite alla sottomissione tribale della cultura della dominanza. Epicurea nella convinzione di assomigliare alla divinità da cui viene creata per mezzo della carne e non dal soffio vitale dello spirito, ella rinnova con la sua modernità senza tempo l’antitesi luciferina dell’angelo bello e carnale. Ma stavolta, senza strisciare col ventre sulla nuda terra per avvertirne l’eros vivificante la principessa si mostra fiera del suo incedere, a testa alta sottolinea, in un groviglio di popoli e di efferatezze, di opulenza e di mortificazione. Mi pare una Sarajevo prebellica questo melting polt di razze e religioni, uno scenario dal controllo precario ma dal fascino meticcio della contaminazione, questa Andalusia dai seni esposti e labbra turgide, una libertà consumata senza pudore nel recinto temporale di un gineceo dove l’opera pedagogica della poetessa araba ha il fine della condivisione e della continuità. Non ci è dato sapere la vera natura dell’indipendenza  di questa donna straordinaria, la sua opera mantiene nei versi raffinati e ipnotici quel riserbo iniziatico che segna un limite ideale tra la porta del Palazzo e il nostro mondo.  Persino nelle descrizioni esplicite delle parti intime e del loro florilegio passionale non si avverte traccia di prosaicità, di esibizionismo.

Wallada e le sue donne, allieve liberate e istruite alla pratica poetica sono una perla rara nella letteratura femminile di tutti i tempi e la loro scoperta ha una valenza estremamente importante sul piano culturale, filologico, storico e sociale. L’intuizione di Claudio Marrucci, ispanista eccellente, di approfondire una scoperta confinata al solo territorio di appartenenza e la cornice preziosa in cui Antonio Veneziani incastona e contestualizza l’opera rappresentano un’operazione culturale di prim’ordine.

Poche ma significative liriche testimoniano la presenza di un livello superiore di coscienza che si sgancia dalla morale comune per affiorare, a dispetto delle norme coercitive del despota di turno, in ogni epoca.

Antonella Rizzo

La guerra, la dittatura non sono passeggiate di salute. Tutto è diventato così classificabile in buono o cattivo, lecito o illecito. Si prendono provvedimenti per le pari opportunità, il bullismo nelle scuole, il sovraffollamento nelle carceri. Ma la memoria storica è labile e basta una foto straziante a ricordarci che esistono zone franche dal comune senso della morale. Prendiamo subito dei provvedimenti, per carità, certe cose non si possono sopportare. Bombardiamo Assad? Resuscitiamo Gheddafi che perlomeno teneva a bada un sacco di gente? Putin non si piega ai ceceni: aguzzino o lungimirante?
La guerra è uno sporco affare e non consente di ragionare in termini della singola vita umana. È l’obiettivo finale che conta: non serviranno a nulla i tentativi di addomesticare la storia e di provocare tenerezza. Il valore della vita non è uguale ovunque e per chiunque. Lo sapevano pure le rondini appollaiate sui fili elettrici di Birkenau.

WordPress.com.

Su ↑

Hermes Curioso

Psicopompo! Cappello da viaggio e ali ai piedi, leggero e incostante, perennemente curioso.

sm

Io non coglierei la mela, sradicherei l'albero intero e lo inghiottirei, avara delle radici di Adamo (Serena Maffia)

Studio Legale Giorgio Di Micco

credo nel senso di giustizia e di libertà

La via del socialismo

Sito di riflessioni, recensioni di libri di storia e filosofia politica attinente al socialismo

Le Trame del destino: Libri e dintorni

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri” (Irving Stone)

Profumi di poesia

viaggi lirici ESsenziali

CulturaMente

La tua Dose Quotidiana di Cultura

Imp[o]ssible Book

impossibilie e' solo cio' in cui non si crede

OpinioniWeb-XYZ

Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!

Parole di Pane

Un libro per dare voce a chi voce non ha

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

© Lidia Popa - Arte e inchiostro

Non è povero colui che si prende la cura di un ramo senza radici, ma colui che protegge delle radici senza rami. © Lidia Popa

la libraia virtuale

Recensioni e consigli di lettura

Del cielo stellato

Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria

L'Arco di Aprilia

La storia di Aprilia attraverso i suoi personaggi

nanita

la poesia, la natura, gli alberi

internopoesia.com/

Il blog di Interno Poesia