18 marzo 2016

A voi che dell’arte ne avete fatto uno strumento di riscatto sociale, che venite da quella plebe mediocre che non si nutre di terra ma di pacatezza vile, immagini tristi come una Tina Anselmi della prima ora, voi che indossate lo scozzese con il pied a poule ignorando ogni forma di estetica essenziale, che vivete rispondendo al fuoco nemico invece di trasgredire, tradire, rotolarvi nel fango, contaminarvi con gli altri, grigie e cupe esistenze, diverticoli egocentrati e introflessi come patologie intestinali, permalosi e arroganti propaggini del deserto, avari di sorrisi, di bestemmie, di tenerezza verso il resto dell’universo, a voi rivolgo il mio più sentito vaffanculo.