Su CulturaMente il mio articolo su Chiara Chialli

http://www.culturamente.it/2016/07/chiara-chialli-mezzosoprano.html

Quando si parla di arte declinata al femminile, penso subito alla grandezza della musica lirica.

Uno spazio senza confine per il talento delle donne, costellato da personalità decise e carismatiche. Tra le più grandi interpreti italiane di musica lirica sono particolarmente affascinata dalla mezzosoprano Chiara Chialli. Un curriculum, il suo, che intimorisce e affascina. Un’artista dalla grandissima carica vitale che incatena all’ascolto e non secondariamente alla visione di un’arte che usa il corpo nella sua interezza, dagli organi fonatori alla postura del corpo che si muove seguendo un percorso dominato da una poliedrica forza vitale. Forza che si esprime nel variegato mondo delle espressioni umane: da quelle raffinatamente ascetiche come nella sua interpretazione di Fenena nel Nabucco o di Adalgisa nella Norma, all’aspetto inferico e sanguigno della Maddalena nel Rigoletto, nella Medium di Menotti e nella Carmen di Bizet fino alle espressioni più comiche e sarcastiche come nella recente Matilde di Shabran di Rossini, incisa per la casa discografica Decca e affiancata dalla regia di Mario Martone.

Chiara Chialli nasce a Sansepolcro (AR). Si avvicina alla musica all’età di 7 anni con lo studio del pianoforte e poi composizione con il prof. F. Sulpizi, presso il Conservatorio F. Morlacchi di Perugia. Ivi si diploma in canto nel 1996 con 10 e lode, nella classe della prof.ssa Anne E. Santucci. Si perfeziona nel canto e nella recitazione con Claudio Desideri, Mirella Freni, Carlo Bergonzi, Leyla Gencer, Renata Scotto, Ferruccio Soleri (l’Arlecchino di Strehler). Trionfa nel 1997, quale unica donna vincitrice, nel Concorso Europeo As.Li.Co. presso il Teatro Alla Scala di Milano, teatro che la rivedrà protagonista applauditissima del Moise et Pharaon di G. Rossini, scelta appositamente e diretta dal grande Riccardo Muti. Diversi i concerti quali rappresentante dell’Arena di Verona negli Stati Uniti, in Francia, Repubblica Ceca, Austria, Canada, Inghilterra e Israele. Si esibisce nei più importanti teatri: San Carlo di Napoli, Regio di Torino, Regio di Parma, Arena di Verona, La Scala di Milano, B.A.M di New York, Teatro Monumental di Madrid, Stadttheater di Berna, Teatro Guimerà di Santa Cruz di Tenerife e tanti altri, diretta dai più grandi Maestri come Riccardo Muti, Daniel Oren, Alberto Zedda, Donato Renzetti,Renèe Clemencic, Paul Dombrecht, Kery Lynn Wilson, e affiancata da registi quali Hugo de Ana, Luca Ronconi, Lamberto Puggelli, Mario Martone, Ariel Garcia-Valdès, David McVicar. Ha inciso per Radio Vaticana, RTVE spagnola, Radio France, TV sat 2000, Copenaghen Production e per le case discografiche Kho, Chandos, Kicco Classic, Dynamic, Decca. Tanti i premi alla carriera e i riconoscimenti, tra gli ultimi la benemerenza della sua città natale.
La Chialli, che ha anche una spiccata vocazione pedagogica, insegna al Conservatorio Nicola Sala di Benevento. Tiene Seminari sulla tecnica vocale presso il Corso di Laurea in Logopedia di Faenza (Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna) diretto dal prof. Franco Fussi, e scrive articoli sull’insegnamento del canto e i suoi stili per lacollana La Voce del Cantante, a cura del prof. F. Fussi, edizioni Omega. E’ docente di canto presso il Conservatorio Nicola Sala di Benevento e presso l’Accademia Musicale di Tarquinia. La sua voce di mezzosoprano belcantista, dotata di una pastosità unica e di una lunghissima estensione, è omogenea e uniforme e capace di virare da toni profondi e drammatici del contralto come nei ruoli maschili en travesti del repertorio barocco a quelli del repertorio classicista e belcantista, che vanno a sconfinare nella tessitura sopranile della Donna Elvira nel Don Giovanni di Mozart, la Sinaide nel Moise et Pharaon di Rossini e concepiti per soprano drammatico di agilità o mezzosoprano dal timbro scuro ma pastoso, acuto e agile, peculiarità per la quale la Chialli fu scelta nel prestigioso debutto presso il Teatro alla Scala di Milano. Tutto questo è coltivato dal grande studio e dalla determinazione che Chiara mette ogni giorno al servizio del talento che ha ricevuto, e verso il quale si dedica con molta umiltà. La cosa che più le importa, come lei stessa dice, è poter essere strumento capace di trasfigurare l’agogica del pezzo e le sfumature del personaggio dal punto di vista musicale e scenico. Si rivolge al suo pubblico con la malizia intelligente di un talento vocale sostenuto anche da una grande presenza scenica. Chiara catalizza la nostra ammirazione perché grandissima artista e donna fiera e risoluta. Da un anno è madre del piccolo Roberto, che calca con lei palchi e aule di Conservatorio, beneficiando di quell’energia speciale che regala la femminilità consapevole. E alla stessa energia che attingono i suoi allievi che hanno già conseguito successi internazionali, consolidando la fama dell’artista.
Nel nostro gineceo di donne d’arte, la Chialli siede tra i posti d’onore.
Antonella Rizzo

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