Beppe Costa Blog: Su “Plethora” di Antonella Rizzo (o su una eccezione non casuale)

http://beppe-costa.blogspot.it/2017/02/su-plethora-di-antonella-rizzo-o-su-una.html?m=0

Su “Plethora” di Antonella Rizzo (o su una eccezione non casuale)

ISBN 9788890899584, p. 64, € 10.00
In copertina Lʾiride del tempo di Emanuela Del Vescovo

È proprio vero che le polemiche attorno alla poesia e ai poeti non finiscono mai.

Ma è sempre stato così. Quello che oggi è cambiato riguarda l’intimità e l’apparire: a partire da questo, il fenomeno si mostra in tutta la sua evidenza.

Se in passato gruppi di artisti si riunivano per discutere di poesia, questo avveniva in ambiti ristretti, molto spesso con attacchi feroci, ora pressoché sconosciuti. Al giorno d’oggi i critici, poeti a loro volta, non fanno che elogiarsi vicendevolmente, seguitando a scambiarsi premi e inviti. La rete che potrebbe e dovrebbe essere un mezzo per una maggiore informazione, non fa altro che amplificare questo fenomeno e renderlo più visibile.

Lo stesso Pasolini (forse l’ultimo che ha avuto il merito di esercitare una critica feroce e sincera nei confronti di ciò che era corrotto) cercava complici per poter vincere qualche premio importante. Non riuscendoci si scagliava poi contro gli stessi giurati.

Fra i tanti volumi che a lungo rimangono sulla mia scrivania, ce ne sono alcuni – naturalmente di poesia – piuttosto dignitosi, questi però presentano un grande difetto: sono corredati di introduzioni o note che nulla hanno a che vedere con l’opera che trattano e, semmai, diventano una sorta di complice, ma anche incomprensibile, testimonianza pro-autore. Il linguaggio ottuso e/o astruso che vi si usa allontanerebbe chiunque, lettore di poesia o no, ancora abbia voglia di accostarsi a cotanta novità editoriale.

Ogni tanto però qualche eccezione esiste, e non a caso, introdotta da uno che della poesia e solo di questa ha fatto lo scopo della propria vita: Antonio Veneziani. Ma di certo qui non desidero scrivere di lui, semmai invece riportare alcune delle parti che egli ha posto a presentazione di “Plethora” (Nuove Edizioni Aldine, 2016), il bel nuovo libro di Antonella Rizzo.

Beppe Costa

Da: “Cartoline per Antonella Rizzo e il suo Plethora” (prefazione al libro citato)

Non è facile classificare i poeti, vivono e prosperano, tutti, in zone d’ombra, anche quando agiscono in piena luce e parlano di sole e di riverberi.

Antonella Rizzo poi è più sfuggente ancora, cambia pelle ad ogni libro pur restando la sua una voce sicura, potente, piena di sfumature e di colorazioni, modulata anche nell’urlo, dato che per lei la parola è origine e prosecuzione del dire e del fare.

Un poetare che viene dal sangue e nel sangue del lettore va a depositarsi.

[…]

La poesia di Antonella Rizzo è sorgiva ma sempre incanalata su una strada di raziocinio, irrazionale ovvio, come tutta la vera poesia.

[…]

Scrittura pulita, ricercata, zeppa di rimandi letterari, molti femminili da Elisabeth Bishop ad Antonia Pozzi, da Margherita Guidacci ad Anne Sexton… Insisto nel fatto che la poesia della Rizzo, pur avendo una forma assai ricercata, questa non sovrasta mai il contenuto. Dunque una forma pulita, elegante, perfetta fino allo sfinimento, ma sempre pregna di sensualità e sensazioni derivanti da un anticonformismo di fondo, che nascono e procedono su quella strada.

[…]

[Quella di Antonella Rizzo] è una poesia che dialoga con specchi; specchi poetici, come ho già affermato, e specchi reali-quotidiani presentando a suo modo gli accidenti e gli accadimenti dell’assistere e del sognare l’esistenza. Visionaria e colta, le sue parole sono un controcanto alla durezza del sopravvivere, con poesia.

Per parafrasare Woody Guthtrie: «Una buona poesia può solo fare bene» e quella di Antonella è buona poesia; essa non insegna a vivere ma paradossalmente può far vivere meglio. Il problema è che la poesia purtroppo consuma chi la scrive e chi la legge.

Cees Nooteboom dice: «In questo momento storico le persone si sentono sole. E la poesia offre qualcosa che va oltre la vita di ciascuno, trasporta in un luogo che sta più in alto della quotidianità. Compie questo strano miracolo per cui parte da un punto molto personale e arriva all’universale».

Perché la poesia, quasi sempre, si legge da soli, ma mette in comunicazione con l’anima del mondo e con gli amici degli amici e degli affini, e questo è un miracolo di cui la poesia della Rizzo è generatrice.

Bisogna avere il coraggio della visione ma anche quello della realtà e allora leggere «Plethora» è un atto di intelligenza verso se stessi e verso il mondo. Infatti dopo vi sentirete meglio o peggio, dipenderà da voi […]

 Antonio Veneziani

Adamo

Adamo non perdonerò mai

la natura stessa dellʼinganno

farti cimice insignificante

senza sangue, storia, una dimora

farti monaco, romita, clericale

caricare colpe a serpi e donne

nascondendo mele da addentare.

Morte moderna

Il tempo di morire

assomiglia alla guerra

dell’ultimo notiziario

che mostra i bisturi

di nuova generazione.

Hanno perso la capacità

di orientare la cesura

prestandosi alla civile convivenza

tra seni incisi per necessità

o per affabulazione.

Primavera araba

Così si riaffacciò

il tempo trascorso di Fahranez

insieme alle sue armi.

Il vuoto della solitudine

è sgombro da equivoci e da carezze

capitolate in un attimo.

Ci aspettavamo su sedili di legno

che inarcavano la linea ideale

del dorso, come canne per battere.

Io sono qui, figlia, per calmare

quella specie nuova di sindrome

che tolse vita a tuo padre

nel riconoscerti al mondo.

Io sono te

con la costola dellʼuomo

nascosta in una scatola.

Su “Tilla Durieux come Circe” di Franz Von Stuck

Ho un uomo accanto

e un amante pazzo della Giudecca

che disprezza quando il cielo piange.

Non sono lʼusignolo del mattino

pallidissima, la danzatrice calva

che chiama Amore le natiche di marmo

strette a forzare il rigor mortis

invidiando i coiti delle antilopi.

Come orfiche creature

anche i nostri, di ventri muliebri

hanno bisogno di cinta solide

e di stagioni, assalti e rotazioni

moti dʼanimo, razzie lucide

paralisi e preludi dʼattimo.

Così il Giorno porta consiglio

e dispiacere di essere figlia

di Ecate alla quale appartengo

monacazione, poi abiura e peccato

Circe novella dispensa vergogna.

Meglio figlia impura del volgo

e fiore estraneo alla serra

piuttosto, una lapide in fronti di guerra

dove ancora ergersi fiera, lontano

da fiorai importuni, come barbieri

che recidono steli come capelli

e quieti, dozzinali mazzi come parrucche

a riempire damaschi e potiche.

Miracolo di rosa nera

unica e vera regina, in mezzo alle scorie

zona franca da patrie e da limiti

come nel Donbass i cimiteri.

E fiore bastardo che porti vertigine

rosa mistica, unica e trina

custode di numeri, ansa di fiume

Madre guerriera, Dea della Cabala

Santa Sara che aspetta gli zoccoli

di puledri alle rive, cavalcati da zingari

la notte di Maria della Camargue.

A Dio la sentenza metafisica

sui diaspri di luce e su spore

impazzite, che fuggono.

Ex voto al poeta

Sono qua

ad aspettare il giorno

con un canestro di verbi nuovi.

Il poeta, o chi conduce il tempo

è avvoltoio e Cerbero.

Sʼaccoda allʼumanità piangente

gode dei languori mai narrati

similitudini tra mali,

al lavoro alacre dei Pastori

nei lanzichenecchi globali

dei nostri giorni.

Il cenacolo umano

Seduti. Davanti a Rasputin

mascherato

da angelo buono.

Il primo cristallo si rompe.

E appresso le speranze vane

se ne vanno in pezzi,

dannazione.

Ora è di nuovo lʼora

di figurarmi arditamente

masticare bolo e grazia.

Il secondo cristallo si rompe.

Ma non è posto questa mensa

per metà donna e metà sauro

urla il monaco adirato.

Il terzo cristallo si rompe.

Streghe perfide,

è meglio la puttana di un re

che la serva dʼuno schiavo!

Inside

Non puoi impedire

dʼabitarmi dentro.

Sono lʼunica padrona

di questo confino

e tu il predatore gagè.*

Fuori il solfeggio

di strumenti scordati

alienano la testa

lʼillusione graffiata

di sentirmi unʼorchestra.

*Gagè: Il termine gagé indica nella lingua romanì 

il non essere rom o meglio il non appartenere alla dimensione romanì.

Poesia per Pasolini

Ti ricordo come un iconico santo

in un soprabito stretto, dai colli generosi

strizzato in una vita da silfide maschio

troppo povero per i ricchi

troppo ricco per i miseri.

Difficile immaginarti prono

immerso in una pozza di sangue.

Stavi difendendo la mia natura

notturna e candida

implume e maliarda

che si sveglia con i segni delle corde.

Eppure, ho sentito stupirsi

rinnegando il canto del gallo

parlando di amore e madrigali

le vipere e i guardoni del Palazzo.

Hai seminato le crepe e i cortili spogli

erano fertili, sapevano di talco

e di giovani vecchi armati fino ai denti.

Se non è questo il sacrificio…

farsi carne e sentirne la crudezza

quando lʼanima è fuori da ogni tempo

e già divina con le sue parole.

Plethora

Lo spirito sovrabbonda

doppio e unico

supplica spazio

per esistere.

Si arrocca scabro

sul cratere lavico

talvolta è così,

minimo,

estinguendosi al limite.

Si riaffaccia barbaro

cavalcando cieco

quella bestia dissimile.

Non pregarmi di scendere.

Cenni biografici

Antonella Rizzo è nata a Roma il 17 gennaio 1967 e vive a Campoleone. È poeta, scrittrice, docente, giornalista, performer. Ha al suo attivo: Il sonno di Salomè – Edizioni Tracce 2012; Confessioni di una giovane eretica – Edizioni Lepisma 2013; Cleopatra. Divina Donna dʼInferno – Fusibilia Libri 2014; Iratae pièce teatrale con Maria Carla Trapani – Fusibilia Libri 2015. Ha curato il volume: Haiku. Come fiori di ciliegio – Fusibilia Libri 2014 e Il morso verde nel 2016 per le stesse edizioni. È presente in molte Antologie di Poesia contemporanea e partecipa ad eventi culturali di carattere nazionale e internazionale, cortometraggi, pièces teatrali, in collaborazione con artisti visivi e musicisti. Scrive recensioni letterarie e musicali su riviste di informazione e cultura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...