14 settembre 2017

La terribile pulsione che spinge all’omicidio di una donna è il risultato di un atteggiamento culturale nei confronti dei sentimenti. C’è un tale concentrato di ipocrisia quando si parla di amore che la raffigurazione ideologica che propiniamo con l’educazione diventa un mostro difficile da combattere. Fino a che il sentimento sarà appannaggio del cuore sarà difficile il controllo degli istinti: i giovani sono i più vulnerabili, immersi come sono nella passione magmatica dell‘adolescenza. Perché non educare all’uso della mente? Insegnare ad amare l’amore e non l’amato in modo totalizzante, relativizzando il sentimento? Perché tatuarsi il nome del compagno/a, invocare con prepotenza l’amore eterno, propagandare la gelosia come antidoto all’usura dei rapporti? Quale responsabilità abbiamo, come genitori, nei confronti della loro vita sentimentale? Bisogna chiederselo, e non spacciare fuffa.

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