A letter to the world II

Con i “Poeti della Lettera”, un gruppo di letterati e attivisti umani è stata pubblicata la seconda “Lettera al mondo”. Un poemetto composto da versi che giungono da ogni parte del mondo. In questo momento drammatico, in cui molte persone stanno perdendo la vita; i più vulnerabili soffrono grandi difficoltà e tutta l’umanità è costretta a fare dolorosi sacrifici; un gruppo di poeti internazionali (che sono anche attivisti per i diritti umani) sta inviando un seconda lettera-poema ai governi e alle istituzioni internazionali del mondo. La lettera è un appello per ricordare tutte le vittime e i martiri che sono morti al virus, ma è anche una richiesta di salvaguardare i diritti umani e le libertà, prima di un futuro migliore.

92329916_2809424229134817_95782834467241984_oAlziamo un canto funebre e un canto alla vita
da dentro muri che non hanno uscita,
da dietro confini di paura.
Ah, non avremmo mai pensato
di abbandonare il giorno
a ciò che avrebbe riservato la notte,
di vivere divisi da una rete di linee                                                                                                  di cui non vediamo l’origine né il termine.
Chiuderci nell’angoscia
vasta come un deserto freddo e lontano:
no, non l’avremmo mai pensato.
Alziamo un un canto funebre e un canto alla vita
per chi si è spento da solo,
senza conforto, sotto mani di gomma
e le maschere di impavidi infermieri,
dei medici tenaci come guerrieri.
Alziamolo verso cieli bianchi
insieme ai sopravvissuti
che lentamente tornano a casa,
e giuriamo di non dimenticare
chi ha protetto la vita fino alla morte.
Alziamo per l’Ecuador
che non riesce a seppellire i morti,
per l’Iran, le cui fosse comuni
si vedono dal cielo,
per l’Africa che trema, già battuta
dai venti fatali di germi, sete e fame.
per chi coltiva i semi della speranza
e per chi non ne ha più.
Cantiamo, sogniamo come l’uomo della pietra
il domani senza corpi sulla pira,                                                                                                    che la solitudine sia la cura
per stanare il nemico che respira
approfittando del corpo stanco
di una sequoia, o di un giovane fuscello.
Sì, cantiamo dalle nostre finestre, dai nostri cuori,
sogniamo, come i giusti, che i potenti
si mettano al servizio dei deboli
e abbiano cura delle vite di tutti
ma anche delle libertà che abbiamo conqustato
con un coraggio e un dolore millenari.
Alziamo un canto dalla quarantena,
assediati da un nemico segreto,
ricordando chi era vivo ed è morto
perché nei campi del mondo
nascono fiori e virus mentre gustiamo                                                                                            il sapore sublime degli istanti.
Alziamo un canto funebre e un canto alla vita
senza smettere, finché avremo voce,
perché è chiaro che ritorneremo liberi.
Avremo la libertà e la forza
di chi è rimasto in piedi,
quando non ci saranno più corpi sulla pira
e avremo ancora il dono di ricordare;
troveremo le parole giuste per pregare
che tutto rinasca ancora,
in un tempo migliore.

Roberto Malini, Isoke Aikpitanyi, Alatishe Kolawole, Antonella Rizzo, Dario Picciau, Glenys Robinson, Steed Gamero, Skylar, Daniela Malini

***

Let’s raise a funeral hymn and a song to life
from within walls that have no exit,
from behind borders of fear.
Ah, we never expected
we’d abandon the day
to what the night had in store,
to live divided by a network of lines
we cannot see the beginning
or the end of.
Withdrawing into our anguish
vast as a cold, distant desert;
no, we never expected this.
Let’s raise a funeral hymn and a song to life
for those who died alone,
without solace, between rubber-clad hands
and the masks of fearless nurses,
of doctors tenacious as warriors.
Let’s raise it to white skies
along with the survivors
slowly returning home,
as we swear never to forget
those who protected life with their own.
Let’s raise it for Ecuador
unable to bury its dead,
for Iran, whose mass graves
are visible from the air,
for Africa that trembles, already beaten
by fatal winds of germs, thirst and hunger;
for those who cultivate the seeds of hope
and for those who have lost theirs.
Let’s sing, let’s dream like Stone Age man
of the day without bodies on the pyre,
and that solitude is the cure
to flush out the enemy that breathes,
exploiting the tired body
of a sequoia, or of a young sapling.
Yes, let’s sing from our windows, from our hearts,
let’s dream like the righteous, that the powerful
will put themselves at the service of the weak
to preserve other people’s lives
but also the freedoms we have acquired
with age-old courage and suffering.
Let’s raise a song from quarantine,
besieged by a secret enemy,
as we remember those who were alive, and died,
because in the fields of the world
flowers and viruses are growing
as we taste the sublime flavour
of the moment.
Let’s raise a funeral hymn and a song to life
and continue, as long as we have a voice,
because we know we will be free once more.
We will have the freedom and strength
of those who remain standing,
when there are no more bodies on the pyre
and we still have the gift of memory;
we will find the right words to pray
that everything will be renewed,
in a better time.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

WordPress.com.

Su ↑

Ettore Massarese

un navigatore cortese

Hermes Curioso

Psicopompo! Cappello da viaggio e ali ai piedi, leggero e incostante, perennemente curioso.

sm

Io non coglierei la mela, sradicherei l'albero intero e lo inghiottirei, avara delle radici di Adamo (Serena Maffia)

Studio Legale Giorgio Di Micco

credo nel senso di giustizia e di libertà

La via del socialismo

Sito di riflessioni, recensioni di libri di storia e filosofia politica attinente al socialismo

Le Trame del destino: Libri e dintorni

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri” (Irving Stone)

Profumi di poesia

viaggi lirici ESsenziali

CulturaMente

La tua Dose Quotidiana di Cultura

Officina d'Arte OutOut

#laculturanonsiferma

Ettore Massarese

un navigatore cortese

Hermes Curioso

Psicopompo! Cappello da viaggio e ali ai piedi, leggero e incostante, perennemente curioso.

sm

Io non coglierei la mela, sradicherei l'albero intero e lo inghiottirei, avara delle radici di Adamo (Serena Maffia)

Studio Legale Giorgio Di Micco

credo nel senso di giustizia e di libertà

La via del socialismo

Sito di riflessioni, recensioni di libri di storia e filosofia politica attinente al socialismo

Le Trame del destino: Libri e dintorni

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri” (Irving Stone)

Profumi di poesia

viaggi lirici ESsenziali

CulturaMente

La tua Dose Quotidiana di Cultura

Officina d'Arte OutOut

#laculturanonsiferma

OpinioniWeb-XYZ

Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!

Parole di Pane

Un libro per dare voce a chi voce non ha

Opinionista per Caso2

il mondo nella fotografia di strada di Violeta Dyli ... my eyes on the road through photography

© Lidia Popa - Arte e inchiostro

Non è povero colui che si prende la cura di un ramo senza radici, ma colui che protegge delle radici senza rami. © Lidia Popa

la libraia virtuale

Recensioni e consigli di lettura

Del cielo stellato

Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria

L'Arco di Aprilia

La storia di Aprilia attraverso i suoi personaggi

nanita

la poesia, la natura, gli alberi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: