Sorprese inaspettate: due opere di Paolo Ruffilli

Sarà perchè il tedesco è la lingua del Sehnsucht, dei grandi filosofi moderni, ma tenere tra le mani le due opere di Paolo Ruffilli, Piccola colazione – Kleines Frühstüch e Camera oscura – Dunkelkammer in versione bilingue, è una grande emozione. Succede in un giorno qualunque di ricevere un omaggio così gradito e di ritrovare per caso il flacone vuoto di profumo acquistato a Berlino da Frau Tonis, il profumiere preferito da Marlene Dietrich.

Ci sono momenti fatti per ogni cosa e altri privi di riferimenti temporali, spaziali, trasfigurazioni corporee dettate dall’immaginazione dove le vite passate o presunte si mescolano in un tentativo alchemico di contaminare parole e carne. Così inizia la lettura di un libro di poesie, in un rito privato che coinvolge forze universali.

Le due opere di Ruffilli sono un incanto letterario. La Piccola colazione è un poemetto, quasi un racconto in versi scritto con tutto il lirismo possibile della grande Poesia. Disincantato e sensuale, è una celebrazione dionisiaca della parola scritta e della preghiera intesa come vocazione alla cerimonia dell’altrui esistenza. Sperimentale e di estremo classicismo al contempo, è una meravigliosa sinfonia d’autore interpretata con tutta la varietà delle tonalità e coloriture possibili. Una lettura entusiasmante.

Camera oscura mi è familiare già dalla copertina. Il viola chiaro della cornice e le due dame ritratte da Pietro Marussig in un interno inizio Novecento rivelano tutta la forza pittorica degli artisti di quell’epoca che amo particolarmente. Così parlano le liriche di Ruffilli, con i toni atemporali e profetici degli artisti che hanno preceduto di poco i grandi drammi della storia. Ruffilli ha il dono di Cassandra, e leggere questo libro genera un dubbio atroce sulla contemporaneità: quello che sembra straordinario è stato già detto, e soprattutto già scritto. Un’eleganza formale che non non cade mai nella trappola della verità volgarmente esibita con il pretesto di creare nuove soluzioni, l’erotismo raffinatamente narcisistico suggerito dalla favola filosofica della luna nel pozzo di Nasreddin Hoca: l’illusione delle ombre.

Due piccoli gioielli da conservare con cura, un regalo prezioso.

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