Poesia del giorno: Manuela Mori letta da Antonio Veneziani

Leggendo le belle e pregnanti poesie di Manuela Mori, pendolare tra la cittadina marinara di Cecina e la metropoli di Milano, mi sono tornati alla mente alcuni versi di Giovanni Pascoli:


“Tu poeta ,nel turbinoso universo
t’affissi, tu per noi lo cogli e chiudi
in lucida parola e dolce verso.”


Siamo corpi da abbracciare, di questi tempi, oltre che metafora poetica, risulta anche un augurio; ma torno al libro di Manuela Mori, a questo quaderno di appunti, a questi frammenti biografici (mai fine a se stessi e sterili), ma piuttosto gioco del rimosso e sensazioni, che si mostrano per un attimo per subito scomparire, che lasciano sul lettore piccole ma non insignificanti scottature, oppure carezze, leggere quanto basta. La poeta, insomma, diventa testimone del presente e del passato e con “parola poetica” ci indica strade; a noi percorrerle o evitarle. Eccone un esempio:


“Come l’acqua,

non hai una forma propria.
Sostanzi da chi
di volta in volta, ti trattiene
Oggi bottiglia, domani un bicchiere.

Più spesso frangi in pozze
fra le schegge
d’incontri scivolati fra le dita.”


La Mori ricrea con grande nonchalance una elegia in apparenza molto personale, ma in realtà generale, basta saperla “cogliere” e “raccogliere”.


“Come farfalle atrofizzate, noi
strappati, gettati alla vita e poi
abbandonati.”


La poeta trasferisce la parola in un moto perpetuo; il suo è un ritmo lento, quasi un cantabile da vecchia romanza, che spesso però si accelera in jazz; in questi ritmi si incontrano e si intersecano onirismi brevi, improvvise visioni, desiderose di rientrare nel sogno ad occhi aperti di Rilkiana memoria.


“Tempo la svolta, lieve come un’ala.

Lei scende, a sua cura.
Palpebra sulla pupilla.

Sogna.
Si perdona.”


In Manuela Mori c’è una mitologia del quotidiano che l’assorella alle americana Dorothy Parker e Anne Sexton, ma anche alle italiane Dacia Maraini e Maria Grazia Calandrone, solo per fare qualche nome.
Torno al “tempo”, fondamentale nel lavoro della Mori; la poeta prova ad afferrare l’essenza più profonda, raccontando il mondo e raccontandosi con lingua sicura e incisiva, tagliente ma anche cullante.


“Come spicca, nell’orto spoglio,
La Rosa bianca dell’Autunno. Bella.

Perché senz’anima, perfetta,
la rosa esangue, che non profuma.”


Vorrei soffermarmi un attimo sugli Omaggi: ad Alda Merini, a Gabriele Galloni, a Emanuel Carnevali, a Amelia Rosselli…Non sono semplici omaggi, ma sono un tentativo, riuscito, di raccontare la poesia di questi autori in una pillola, un bel modo di farci capire che legge i poeti del passato e quelli del presente. Niente solipsismo, dunque, i poeti girano il mondo e forse un po’ lo fanno anche girare, per fortuna, e dunque finché ci saranno versi autentici come quelli di Manuela Mori, ci sarà vita. Forse.

Antonio Veneziani

Manuela Mori vive tra Milano e Cecina Mare, in provincia di Livorno. Laureata in Lettere moderne presso l’Ateneo di Pisa, ha seguito i corsi di Letteratura contemporanea di Walter Siti e con lo stesso ha discusso la tesi. “Siamo corpi da abbracciare” ( 2020) Nuova Palomar, segue  la raccolta “La matrice della terra” ( 2016)  Sigismundus  Editrice.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Medicina, Cultura, e Legge

Articoli su Medicina, Legge e Diritto, ma anche Aforismi, Riflessioni, e Poesie. Autore Stefano Ligorio

Ettore Massarese

un navigatore cortese

Hermes Curioso

Psicopompo! Cappello da viaggio e ali ai piedi, leggero e incostante, perennemente curioso.

sm

Io non coglierei la mela, sradicherei l'albero intero e lo inghiottirei, avara delle radici di Adamo (Serena Maffia)

La via del socialismo

Sito di riflessioni, recensioni di libri di storia e filosofia politica attinente al socialismo

Le Trame del destino: Libri e dintorni

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri” (Irving Stone)

Profumi di poesia

viaggi lirici ESsenziali

CulturaMente

La tua Dose Quotidiana di Cultura

Officina d'Arte OutOut

#laculturanonsiferma

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: