Antonella Rizzo, A quelli che non sanno che esiste il vortice

Poetarum Silva

Antonella Rizzo, A quelli che non sanno che esiste il vortice. Prefazione di Roberto Malini, Lavinia Dickinson Edizioni 2019

Incurante, se non addirittura – così a me pare – beffarda di artificiose distinzioni di generi e specie nelle composizioni poetiche, Antonella Rizzo attraversa, esperisce, esprime, fa ‘detonare’, diverse tra le funzioni del linguaggio, quelle, per intenderci, che Roman Jakobson ha individuato come afferenti all’atto comunicativo, nei testi che costituiscono la sua raccolta più recente, A quelli che non sanno che esiste il vortice.
Adopero intenzionalmente l’aggettivo “comunicativo”, giacché fin dal titolo l’autrice non solo nomina i destinatari della sua opera, “coloro che non sanno che…” (funzione persuasiva), ma illumina sul contesto (funzione informativa) e genera curiosità: che cosa è il vortice, ci si chiede, e, ancora, chi è mai l’emittente del messaggio per essere depositario della nozione, dell’esperienza del “vortice” (funzione emotiva)?
Gli strumenti dispiegati nel far brillare…

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La rivoluzione di Greta

Un pizzico di disamore verso la piazza dei giovani mi viene e il motivo è presto detto: la rivoluzione non deve mai confrontarsi dialetticamente con il potere, altrimenti perde la sua funzione d’essere. In poche parole, l’adolescenza ha il diritto e il dovere di mantenere le strutture oppositive che la caratterizzano e non può in nessun modo essere mutuata da organismi esterni alla sua natura. Se arriva sui palchi dell’Onu si è contaminata con livelli che non appartengono alle esperienze spontanee (livelli invalicabili per giovani di buoni propositi). Sarà la conseguenza di una società tecnologicamente raffinata ma non apprezzo l’efficienza capillare della propagazione dell’onda d’urto, divenuta talmente strategica da sembrare democratica. Ad essere sincera, mi sembra che questa adorabile creatura stia diventando un’attrazione più che un simbolo; servirsi di caratteristiche personali che sono funzionali allo scopo ma interne a una patologia è veramente da adulti in malafede.

Poesie per la Pace

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Poesie per la Pace, in occasione della Giornata Mondiale della Pace il 21 settembre 2019 propone, per l’ottavo anno consecutivo, un raduno collettivo per parlare di Pace attraverso la poesia, perché nulla è più forte di questo linguaggio intimo ed al contempo estraniante, chirurgico e infuocato, così semplice quando parla della complessità che rappresenta la nostra cifra, ma anche la nostra salvezza. Quest’anno il flash mob poetico di Roma si terrà al teatro Il Cantiere (Via Gustavo Modena, 92 – Piazza Belli – Trastevere).
Ingresso libero. L’intera giornata sarà dedicata alla Pace ed alla condivisione: dall’alba alla mezzanotte artisti, poeti, musicisti, semplici cittadini avranno a disposizione lo spazio Il Cantiere per esprimere la propria testimonianza a favore della Pace e contro tutti i conflitti che ostacolano il pacifico vivere sulla terra, ma anche dentro il nostro cuore e nella nostra anima. Per tutta la giornata il palcoscenico accoglierà declamazioni poetiche, testi teatrali, canzoni, musiche, performances, mostre e workshop.
Condivideremo anche cibo e idee, progetti e speranze. Raccoglieremo, inoltre tracce luminose oppure silenziose e fugaci della visione di pace di ognuno: una poesia scritta su un sasso o su un pezzo di stoffa; sulla sabbia o sulle foglie di un albero…Contemporaneamente a noi in Palestina il poeta Suleiman Daghash e in Brasile il filosofo e pittore Lucio Mustafà organizzeranno altri momenti di Poesie per la Pace.

Come sempre anche il pubblico potrà liberamente partecipare con varie proposte.

Tutti sono invitati a coinvolgere amici e più persone possibili per celebrare la Pace con molteplici voci.

La manifestazione è nata nel 2012 in collaborazione con l’Associazione Internazionale SICA [http://www.subud-sica.org], e da allora fa parte degli eventi diffusi che vengono creati per celebrare la Giornata della Pace dalla coalizione globale di associazioni non profit che partecipano alle iniziative di Peace one day [http://www.peaceoneday.org], organizzazione non profit riconosciuta dall’ONU, dall’Unicef , etc.

Fonte: comunicato stampa Facebook

5 settembre 2019

Ieri pomeriggio, in un momento di riposo sul divano, sbirciavo un film degli anni 80 di Corbucci “Mi faccio la barca”, con Dorelli e la Antonelli. Ad un certo punto lui molla quattro pizzettone alla ex moglie gridandole addosso: “Ti amo, hai capito? Capisci che ti amo?” Lei, tra l’incredulo e il rimbambito era visibilmente soddisfatta.

Ecco, è questo che dobbiamo capire. Basta con le rotonde sul mare e il nostro disco che suona.

Gualberto Alvino su “A quelli che non sanno che esiste il vortice”

Gualberto Alvino è uno dei pochi critici letterari degni di essere considerati tali. Studioso della lingua, filologo e scrittore d’avanguardia attualmente cura una rubrica di critica letteraria sul sito della Treccani. Riporto le sue parole schiette e precise sul mio libro A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice, un grande onore per me.

Gualberto Alvino è uno dei pochi critici letterari degni di essere considerati tali. Studioso della lingua, filologo e scrittore d’avanguardia attualmente cura una rubrica di critica letteraria sul sito della Treccani. Riporto le sue parole schiette e precise sul mio libro A quelli che non sanno che esiste il vortice, un grande onore per me.

“La tua concezione della poesia è antipode alla mia, che nega la centralità dell’io lirico, mentre la tua la considera vitale. Ciò, tuttavia, non mi ha impedito di apprezzare la tua padronanza linguistica, la tua sagacia metrica e soprattutto la tua capacità di coinvolgere il lettore. Talvolta premi troppo il pedale dell’ira e del risentimento, ma questo fa parte del tuo essere…” 

Roma, 31 luglio 2019.