Al M.A.F. lo sport diventa supporter della cultura: ce ne parla l’Avv. Gentile su Culturamente

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Dal 9 al 17 settembre al M.A.F. i luoghi suggestivi dell’ex Carcere, l’Enoteca Provinciale della Tuscia e la Rocca di Montefiascone si fanno terra d’arte.

Si sovverte l’originale destinazione d’uso per lasciare ai visitatori orme di storia e di società attraverso la Prima Edizione del M.A.F. – Montefiascone Art Festival.

Ideato da Mauro Malgrande e Claudio Miani, promosso dalla Società Sportiva Lazio e dall’Officina d’Arte OutOut, è patrocinato dal Comune di Montefiascone, Assessorato allo Sviluppo del Territorio e Eventi con la collaborazione del Museo della Mente di Roma e dell’agriturismo Borgo Campanile.

Contaminazione è la parola che contiene sufficientemente e con chiarezza l’importanza che il M.A.F. riserba, in questa prima edizione ed in quelle a venire, all’incontro tra le differenti forme artistiche e lo spazio neutrale nel quale si presenta.

Le celle dell’ex Carcere divengono occhi vivi, quelli degli artisti, che dal loro interno, attraverso la propria espressione d’arte, racconteranno vita e accadimenti di alcune tra le persone più importanti della nostra storia. Tra i protagonisti Oscar Wilde, Alda Merini, Enzo Tortora, Aldo Moro, Richard Dadd e Hurrican Carter.

Il tutto raccontato attraverso l’Arte, quella da sempre promossa dall’Officina d’Arte OutOut, in grado di abbracciare differenti forme espressive: teatro, cinema, danza, materie plastiche e pittoriche.

Diverse sono le figure di spicco interessate dal presente progetto.

Antonio Veneziani, poeta e saggista, autore della “Scuola Romana”, curatore di molteplici progetti culturali e di antologie per le più importanti Case Editrici italiane; sarà il supervisore alla trascrizione testuale delle singole storie e allo studio linguistico della messa in scena.

Il M.° Abdayem Aziz Moussa, professore dell’Accademia di Belle Arti e incisore d’adozione romana, il solo artista italiano ad aver collaborato con Joan Mirò, sarà il responsabile della sezione pittorica e scultorea, selezionando i singoli artisti che prenderanno parte a questa prima edizione.

Claudio Miani, studioso di cinema, teatro e letteratura, direttore della testata OutOutMagazine, curatore di differenti progetti realizzati sul nostro territorio assieme a Mauro Malgrande, scenografo teatrale e televisivo studioso di arte sequenziale, saranno i Direttori Artistici del M.A.F., curando la selezione degli eventi e le manifestazioni presenti in questa prima edizione e nelle successive.

Maria Concetta Borgese, danzatrice e coreografa RAI e Mediaset, selezionerà le danzatrici e studierà la linguistica della rappresentazione.

La Prima Edizione del M.A.F. prevede cinque importanti riconoscimenti:

Il Premio alla Carriera per l’impegno sociale: GIOBBE COVATTA; quello per l’Impegno Sociale nella rivalutazione del territorio e della comunità attraverso la cultura dello sport CLAUDIO LOTITO; mentre il Premio al Format Tv che ha coniugato Cultura e informazione: Dott. SIGFRIDO RANUCCI conduttore di Report Rai3; il Premio Artista Emergente a FRANCESCO CHIATANTE; il Premio al Regista teatrale per l’impegno sociale di Teatro-terapicoCLAUDIO JANKOWSKI.

Verrà inoltre presentata, nella giornata conclusiva del Festival, il bimestrale di controcultura Les Restes Culturels, a tiratura limitata che tra gli altri presenta firme del giornalismo e della narrativa contemporanea: Riccardo D’Anna, Antonio Veneziani, Claudio Marrucci, Igor Patruno, Antonella Rizzo.

Ma la nota felicissima di questo festival è la partecipazione della S.S. Lazio alla realizzazione di un progetto culturale d’avanguardia come il M.A.F., smentendo la credenza diffusa che il calcio sia uno sport “populista” e non solo popolare. Testimonianza questa del fatto che non esistono recinti di appartenenza ma che il vero sapere nasce dall’interdisciplinarietà delle esperienze.

Per questo abbiamo rivolto qualche domanda all’Avv. Gian Michele Gentile, legale storico della Società Sportiva Lazio e uomo di raffinata cultura.

Avvocato Gentile, è un piacere incontrare un simbolo della sportività biancoceleste in un contesto completamente diverso da quello in cui siamo abituati ad immaginare il suo campo d’azione. Finalmente lo sport decide di creare un protocollo d’intesa con la cultura. Lei è un protagonista di questo evento unico, come rappresentante legale della S.S. Lazio che ha promosso il Festival e come presenza attiva negli appuntamenti in programma. Come è nata l’idea di appoggiare il progetto del M.A.F. a Montefiascone?

Per prima cosa mi ha affascinato uno dei temi del festival: l’errore giudiziario.

La mia esperienza di avvocato si è aggiunta a quella di cittadino che ha vissuto i più eclatanti processi che hanno creato allarme.

Mi riferisco al processo Tortora, al processo per la morte di Ilaria Alpi, ad alcuni processi di mafia nei quali i falsi pentiti hanno portato a soluzioni poi smentite. Anche all’epoca del terrorismo e del processo Moro vi sono stati casi eclatanti. Ergastoli trasformati in assoluzioni dopo lunghi anni di carcerazione preventiva, ma per salvaguardare l’istituzione giustizia si è sempre cercato di dimenticare.

Il festival è l’occasione per rimuovere l’oblio, specie in un momento nel quale si torna a parlare di giustizia. A ciò va aggiunto che il presidente Lotito ha sempre considerato il calcio come componente formativa dell’individuo, nel rispetto delle regole sia nei confronti dei compagni di squadra che degli avversari. Il calciatore, oggi, è una persona di livello culturale più elevato che nel passato e gli va quindi offerta la possibilità, oltre che di emergere come atleta, di rafforzarsi come uomo, anche conoscendo gli errori del passato.

MAF-festival-Montefiascone 2017Il grande Sport incontra l’Arte in questo Festival non solo come sponsor passivo ma ne è parte integrante e anima della manifestazione insieme a spunti di legalità, di convivenza tra discipline, interazioni di tutti i generi. Si può uscire dai recinti e la parola chiave dell’evento è infatti contaminazione…

Certo, contaminazione, ma in senso positivo.

Da un lato la personalità del calciatore si arricchisce nel vedere entrare nel suo mondo elementi di formazione culturale da dividere con i suoi familiari. Dall’altro, anche i tifosi si arricchiscono nel partecipare a tali eventi. La conseguenza è nobilitare il loro rapporto con l’ambiente che li porta a vivere lo sport in modo meno violento ed acceso. Lo sport è competizione nel rispetto dell’avversario e non guerra con il nemico.

Si parla di buone prassi nello sport e della sua funzione educativa. Questi buoni propositi, però, vengono puntualmente disattesi dalle polemiche sul calciomercato e da argomenti simili. La vostra partecipazione al Festival crea un nuovo ottimismo sulla coerenza di proposte finalizzate alla crescita culturale del territorio. Spero che sia l’inizio di un impegno sinergico in tal senso.

Nell’ambiente del calcio vi sono frange negative.

Non è tanto “calciopoli” o il fenomeno del calcio scommesse, che hanno assunto dimensioni forse esagerate nell’immagine pubblica mentre la giustizia non ha avuto la forza di chiarire i fatti perché ormai il tempo li aveva resi non punibili. Quello che va combattuto è il marcio esistente nel calcio minore, quello dove giocano i dilettanti che poi passano alla Lega pro. Qui i ragazzini vengono educati in modo sbagliato ed i dirigenti danno esempi di comportamento inaccettabili. Le iniziative culturali del club calcistico nobilitano il suo ruolo di educatore dei minori e dei ragazzi non ancora adulti, e rafforzano la personalità dei giovani atleti.

MAF-festival-Montefiascone 2017Nel calcio maggiore, il fenomeno del calciomercato è certamente fuorviante rispetto alle esigenze di moralizzazione dell’ambiente. Anche se i tifosi vogliono il miglior calciatore qualunque sia il prezzo, si sta formando una linea di pensiero che tenta di porre un limite al giro di denaro che costituisce uno vero e proprio schiaffo morale alla comunità.

E’ vero che la cura dovrebbe riguardare tutto il calcio, almeno europeo. È anche vero che, se si pone un tetto alle spese dei club, si riconduce il calcio alla sua originaria bellezza di sport e maestro di vita.

Penso ai tempi che furono…quando i medici e gli avvocati erano principalmente degli umanisti e dei punti di riferimento nel contesto culturale di appartenenza. Si sta tornando a comprendere l’importanza di un modello olistico di umanità o naufraghiamo inevitabilmente nel tecnicismo più sterile?

Io appartengo alla generazione che ha preceduto la globalizzazione.

Tutti eravamo affascinati dal  nuovo corso, che avrebbe dovuto portare scambio di culture e di civiltà, ma che in sostanza ha deluso.

I nuovi media sono stati utilizzati in modo improprio ed hanno prodotto massificazione culturale di basso livello o addirittura diseducazione civile. Il mercato ha riscoperto il prodotto di nicchia, frutto di una realtà particolare e significativa. Spero che anche la cultura torni ad essere creativa, manifestazione di una comunità locale, espressione di una biodiversità umana.

Complimenti ancora al Suo operato e a quello della Società Lazio per la squisità sensibilità nel recepire l’opportunità di partecipare ad un evento così prestigioso in cui verrà conferito il Premio per l’Impegno Sociale nella rivalutazione del territorio e della comunità attraverso la cultura dello sport al Presidente Claudio Lotito.

La partecipazione della Lazio a questa manifestazione culturale è nei programmi del presidente Lotito fin da quando, nel 2004, ha rilevato la società: attribuire al calcio, quale grande fenomeno sociale, funzione educativa dei giovani; attribuire al calcio il compito di rappresentare e distinguere un territorio; creare, da una sana competizione tra le varie comunità, l’occasione per una crescita dell’intero Paese.

Grazie di cuore, Avv. Gentile.

Potete visionare il programma del Festival al link

https://outoutmagazine.com/m-a-f-2017/

Antonella Rizzo

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