Aritmoscopia di una rosa

Rosa Mysterium

Conosco ed è profondo

il simbolo del fiore cosmico

allevato a terra da una Madre mistica.

All’inizio è visione, delirio

tra le ciglia dei petali scorrono lacrime

e sangue

un cuscino di vizi da spiare

-in segreto-

Poi assaggio l’odore barocco

la petite morte, il punto G dell’olfatto

ed è il creato che ingoio

insieme al pallore dell’estasi.

Ha il senso del limite il numero terzo

l’approccio con la ciniglia fine

il desiderio trattenuto dal dolore.

È attitudine arrivare all’inestimabile

arrampicandosi sulle spine.

A.R.

Su Genova Poesia: Antonella Rizzo, “Amore”

http://genovapoesia.org/2018/05/01/antonella-rizzo-amore/

La poesia di Antonella Rizzo ha una matrice classica, ma è un canto che ci raggiunge da un futuro alternativo o parallelo al nostro, più che dai tempi di Cleopatra, Ipazia, Salomè, donne e muse della sua poiesis. È ricerca di una simmetria universale, che si esprime con una musicalità preziosa, potente e sempre evocativa. È poesia che profuma, perché offre al lettore immagini e scene istantanee che appaiono come attraverso il fumo e subito si dissolvono per lasciare spazio ad altre evocazioni, memorie e creazioni. Amore è una poesia fatta di parole come oscillazioni di luce: basta al lettore coglierne la musica, più ancora che il significato, lasciandole scorrere attraverso il senso dell’intuizione, commoventi, soavi, orgogliose, dolenti. Per poi soffiarle come polline di fiori rari verso il cielo e attendere – a occhi chiusi – che scendano ancora, simili a lacrime o polvere cinerea sulle gote e nello spirito di chi le ha colte, sempre assetato della passione del vivere. R.M.

 

Amore di Antonella Rizzo

Angelo eletto

sale e vaniglia

giovane giunco

piegato dal vento

amore straniero

di giovani spose

amore di vecchia

bestemmia feroce

tenero nato

di poveri amanti

corpi in esilio

sorso d’assenzio

amore ammazzato

senza un lamento.

Da ceneri mute

gettate nel vento

fai dono di vita

e spargi tormento.

 

Dipinti: Kati Horna, La muñeca (The Doll), 1949; Leonora Carrington, Pastoral, 1950.

antonella rizzoantonella rizzo

2 aprile 2018

Hecate - W. Blake

Hecate – W. Blake

Chiedo lumi alla mia assenza.

A un passo dalla verità

il meccanismo infallibile

di cambi, d’abito e di parole.

Ancora mi diverto a dondolare

sopra i tacchi immaginando

un copione a Earl’s Court, la mia isola.

Ho dato il mio frutto al mondo

non è stato facile

la notte vigilo ed il giorno

è una pena insopportabile.

Non posso legarmi più di un mese

senza avvertire la morsa della solitudine,

prima di uscire penso mille volte

al cielo fuori dalla mia casa

e ho paura di ascendere, di non reggere.

So che se avrò fortuna perderò il treno

o farò tardi all’appuntamento

e avrò un motivo per non sopportarmi.

Ho sempre abortito ogni grumo di vita

i miei sono embrioni non esseri

atomi di folla, persone in vitro

niente di compiuto da dichiarare.

Solo la tensione dell’attesa, il contatto,

quello fatale che incatena l’anima

poi la fuga dolorosa e scalza

come nei sogni ad occhi aperti.

La cura apparente della persona

il culto raffinato dell’incerto e del vago

sforzarsi di non provare nausea

ricambiare sorrisi con suppliche

tentativi disperati di apparire candida.

In realtà sono troppi gli spiriti che mi circondano

ed a ognuno mi sono promessa:

a quelli che non sanno che esiste il vortice

a quelli malati che vorrebbero una scala

per essere inseriti nella corte di Lucifero

figure esili in cerca di un dramma solido.

Una specie di Santeria governata da draghi e vergini

ma sono sola a domare il circo tragico

del senso di colpa atavico, stretto come una dote

e le figurazioni che crollano dall’alto

come pezzi di vetro che si schiantano e feriscono

un corpo che si immagina immortale.

Rimane incagliato al largo del mare gelido

con i cristalli tra le ciglia, sui polsi, sulle natiche,

cammina e sanguina come la sirena di Andersen.

 

Antonella Rizzo

 

 

 

 

Lettera di Ipazia a Teone

Tempo fa scrissi una lettera immaginaria di Ipazia al padre Teone, che fu subito condivisa da moltissimi utenti sui blog e sui social. Questo mi ha convinto a pubblicarla in una plaquette per Fusibilia libri, l’editore che mi è maggiormente caro e che mi ha dato la possibilità di dare vita alle mie donne del passato e alla vocazione teatrale della mia poesia. La pubblicazione sta avendo un grande successo e ringrazio tutti coloro che hanno riconosciuto nella mia scrittura un sentimento che coltivavano da tempo, perchè il vero traguardo per chi fa arte è quello di riconoscere gli Universali in ogni angolo recondito della terra. ipazia copertina

 

Lettera di Ipazia a Teone

http://www.fusibilia.it/?p=4809

Autrice: Antonella Rizzo
Editore: FusibiliaLibri
Collana: Palco (collezione di teatro)
11,00 euro
ISBN 9788898649402