13 aprile 2019

Riferirsi al Sessantotto come momento spartiacque per la civiltà moderna è segno di radicalizzazione. Ammesso che degli effetti negativi ci siano stati come in tutti i fenomeni di massa ( il fallimento della democratizzazione scolastica, per esempio ), il rimando negativo a un periodo che ha comunque favorito l’autocoscienza del corpo di cui tutti hanno beneficiato, destra e sinistra, atei e credenti, è stridente. Appellarsi alla deriva relativista è fazioso e strumentale. Forse questo è il tempo della doppia morale, ma anche questo non è un fenomeno sconosciuto alla Storia. Il nichilismo che avversa Ratzinger è praticamente una questione religiosa che ha come soluzione finale la fine dell’ecumenismo con una forte nostalgia per l’aristocrazia nera. E il ritorno a un Cristianesimo profondo e originario non richiama la fine del laicismo che strizza l’occhio agli Stati come la Polonia? Tra l’altro credo che l’impianto legislativo sia lo specchio del contesto morale di una civiltà e possiamo ritenerci in continua evoluzione in questo senso. Non si imboccano le masse con le pillole filosofiche che contengono “parole chiave”, caro Ratzinger.

Aprile 2019

Condivido con voi le iniziative di aprile, sperando di fare cosa gradita…

Venerdì 12 aprile incontrerò insieme ad altri poeti i ragazzi dell’Istituto “Emanuela Loi” di Nettuno nell’ambito dell’iniziativa “Tra Storia e Poesia: donne, libri, e mito, per giovani tentati di leggere”.

Sabato 13 aprile il grande artista Marco Fioramanti presenterà la sua plaquette poetica  “HAI-K.O” nell’ambito della rassegna “L’ora del tè e delle parole” a Sezze, presso Arduini Delizie Setine; sarò la moderatrice dell’evento.

Domenica 14 aprile il mio libro “A dimora le rose” verrà rappresentato, insieme a Roberta Angeloni, Valentina Vetrano, Roberto Ventimiglia e Antonio Veneziani, in un evento performativo ad Aprilia presso l’ex-mattatoio.

Domenica 28 aprile parteciperò al reading “Terra di Palestina. Poesie e musica di pace”, organizzato dall’Ambasciata Palestinese a Roma con il patrocinio del Comune di Lanuvio e di associazioni culturali presso il Parco Berlinguer a Campoleone.

25 gennaio 2019

Si finisce di essere umani quando si sviluppa l’assuefazione. Al piacere, al dolore, alla paura. Qualunque sia la strategia nascosta dietro a un’immagine, fosse pure un attimo immortalato in un’azione complessa e globale che ha finalità diverse di quelle che immaginiamo, il buio deve provocare terrore e la tenerezza deve placare la rabbia. Perchè difendersi dall’umano cercando la colpevolezza della povertà ad ogni costo, la giusta reazione del destino contro i temerari, l’orgoglio per la giustizia sommaria? C’è un sinonimo positivo per chi avversa il buonismo che è quello di pietas, della lucidità senza condanna. Il popolo però sceglie sempre Barabba…

10 dicembre 2018

Il gap generazionale sta proprio in questo: gli adulti devono inorridire e scandalizzarsi di quello che fanno i giovani e i ragazzi devono trasgredire per affermare il proprio Io. In maniera anche volgare, dura, scorretta. Almeno una volta, e se non lo faranno al tempo giusto potranno desiderare di farlo in un’adolescenza tardiva. Essere genitori, educatori, adulti non implica la conoscenza di certi meccanismi automaticamente, anzi, spesso è proprio la differenza che educa.  Solo a chi non ha interrotto la comunicazione con la propria adolescenza appare chiaro ciò che è inconcepibile. Non è un vanto né una carenza, è così. Forse non tutti hanno navigato nei mari torbidi della giovinezza, nei pensieri sconci e aggressivi, nella sessualità animale che cerca un motivo per esprimersi. Quei pensieri loschi in gruppo, sopra i muretti, le bestemmie pronunciate con orgoglio. Prendere coraggio a quell’età è doloroso, e la vita diventa una cosa dolorosa. Ma nessuno se lo ricorda, e voglio pensare che non lo voglia ammettere, e voglio sperare che sappia gestire le pulsioni più profonde, quelle che vengono da quegli anni. 
Detto questo, spero che finisca l’incubo delle polemiche sui testi di Sfera e Basta. 

A dimora le rose

Il mio libro “A dimora le rose” è finalmente nato. Grazie infinite alle mie Donne alle quali ho dato voce e a tutte quelle che ho incontrato nel corso della mia vita. Grazie a Francesca Bellino per la sua prefazione preziosa, a Francesca Benedetti per la nota critica generosissima, all’editore Fabio Croce, amico dalla grande sensibilità letteraria e non solo. Grazie a Maria Carla Trapani co-autrice del poemetto “Iratae” e a Walter Maioli per l’ideazione del testo “La notte di Traiano”. A presto le date delle presentazioni.

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5 novembre 2018

Sto scrivendo una nota per il catalogo della prima mostra fotografica della mia amica Magnolia. Sono “fuori uso” e approfitto delle giornate di pioggia per scrivere e familiarizzare con un agente atmosferico che mi ha sempre gettato in una profonda depressione. Penso al progetto letterario-musicale sulle brigantesse che Andrea Del Monte sta ultimando musicando il mio testo e quelli di altri autori che stimo moltissimo. La buona compagnia, anche tra le pagine di un libro, fa sempre piacere e crea calore. Poi riguardo le bozze del libro che uscirà tra un mese per la casa editrice dell’amico Fabio Croce dal titolo A dimora le rose, una raccolta di atti unici sulle mie donne storiche con le note di Francesca Bellino, scrittrice, giornalista e autrice Rai e Francesca Benedetti, una pietra miliare del teatro italiano, l’ultima grande Diva. E questa è la bella novità.