Cara figlia

Cara figlia, vedo in te quelle pulsioni, improvvise e teneramente violente che a suo tempo mi impedirono di fare tante cose. Non rammaricarti di non essere la prima della classe, i fuochi d’artificio non fanno per noi e abbiamo quella sensibilità boschiva che non ci permetterà mai di gioire per i nostri successi senza condividere empaticamente i fallimenti degli altri. Adesso il mondo non è fatto per chi viaggia da solo. È il momento delle transumanze e degli stormi che si muovono in blocco con le loro gerarchie, dei nidi che si chiudono impermeabili nelle loro piccole certezze. Non credere a quel piccolo mondo antico.
Io ti amo incerta, volitiva e fuori dal branco. Un giorno, quando i nidi prenderanno fuoco gli abitanti scapperanno in preda al panico e chissà se troveranno uomini di buona volontà ad accoglierli. Ci sono angolazioni che solo tu riesci a cogliere, e che raccolgo come profezie. Sono quelle le cose che devono renderti orgogliosa, non è questo il tempo delle operose formiche e delle fabbriche ma di imparare a non fiaccarti sotto il peso di amori fugaci e mortali, di consensi dolorosi e di gregarietà per bisogno.
Ti vorrei proteggere più di quello che faccio, io che ho avuto fame di attenzioni e di certezze, ma renderti una Donna libera è quanto immodestamente ti vorrei donare.
Sappi cogliere i frutti dell’attimo, generosa e attenta, che la vita ti saprà ricambiare.

Il vampiro

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L’amore è dei vampiri

egoistiche creature

appassionate del bel volo.

Pelle chiara, alabastrina

che camuffa grosse vene.

Poveri voi,

che avete creduto

di avvolgervi e celarvi

nell’amplesso della notte!

Per quell’ora di iniquo amore

scorrono, impuniti,

fiumi di sangue scarlatto.

Antonella Rizzo

Malinconia

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Malinconia unico amore

tra passaggi d’anime

non conosci il tradimento

tant’è forte la passione.

Quanto ti vorrei lasciare

per bordelli di colore

unirmi ai violini assatanati

senza vincolo nuziale.

Tu mi soffochi di bene

tra le nenie di rabbini

che mi soccorrono col fiele

nella sinagoga vuota.

Antonella Rizzo

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