I sotterranei dell’anima 

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Un estratto dal mio racconto I sotterranei dell’anima pubblicato nell’antologia Sorridi siamo a Roma edizioni Pontesisto, curata da Antonio Veneziani.

[…] Quel giorno avevo inchiodato anche io la mia marcia, come l’autista, e scoprii di essere allo sbocco della fogna, al bivio della mia vita, in un ninfeo sacro. Era arrivato tardi, dopo le lunghe attese alla banchina degli autobus e anche quel giorno decisi di avventurarmi a piedi, seguendo il rumore di cristalli spezzati, dell’acqua che portava via le scorie della solitudine. Non è colpa mia se lì ci incontravamo per parlare di politica e fare l’amore. C’era profumo di cuoio invecchiato e tornavano al corpo i gesti e le parole, evasi dal carcere della rassegnazione, e banchettavamo. C’erano tante cose da decidere, della vita e dell’aldilà, chi ci avrebbe accolto e la preparazione del giaciglio. Si temeva per la sorte dei figli e degli oracoli, se non si fossero più manifestati anche l’acqua si sarebbe ritirata, e chissà quante piaghe dolorose avremmo dovuto sopportare ancora. C’era da lasciare scritto, da segnare meridiane, istruire amanuensi, allevare falconi per la caccia. Poi ci si amava come nel ricordo delle pareti dei postriboli, con le zampe di capra ancorate al terreno e le braccia gettate al vento in segno di resa. La ninfa perduta aveva trovato il suo posto e avrebbe generato figli immortali, idee e folgorazioni dopo l’incontro con il Dio.

Intorno le lucerne di coccio salutavano la sera, visto che il tempo posava il capo tra le mani accostate a formare una coppa, ancora fresche di umori di sorgente.

Si accendeva una lanterna alla volta, una preghiera seguiva l’altra e insieme alle fiammelle tenaci si consumava la notte romana. Io non so quando e come successe perchè ho imparato, camminando per lasciarmi alle spalle la miseria quotidiana, a perdere la cognizione del tempo.

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Il libro di Antonella Rizzo – poeta, artista, scrittrice – è diviso in quattro sezioni (Genesi, Fuori dal corpo, Dell’arte in corpo, Eros e Thanatos) e racconta con parole decise, senza retorica e falsi pudori, il mondo e l’avventura poetica di una persona fuori dalle regole, come lo sono tutti i poeti autentici. Come ha osservato Antonio Veneziani, il testo “è ora sincopato e ironico, ora triste e pensoso ma sempre leggibile. Prende alla gola”. Va letto e assaporato come un vino d’annata, perché racconta il mondo odierno con i suoi cinismi (tanti) e con la sua poca poeticità.

Collana: L’Ancora e il Delfino
Dimensione: 15×21 cm.
Colore: B/N
Pagine: 62
ISBN: 788-89-089958-4  (Prezzo: 10 euro)

Antonio Veneziani su Plethora

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Antonella Rizzo, poeta, artista, scrittrice, ci ha abituati ai suoi cambi di pelle ad ogni libro pur restando sempre “la cantatrice delle ombre che il futuro getta sul presente”, come direbbe Shelley. Voce inconfondibile, potente e leggerissima, la Rizzo insegna la parola significante e racconta il significato dello scrivere con illuminazioni e microscopiche lezioni filosofiche. Nel libro Plethora diviso in quattro sezioni (Genesi, Fuori dal corpo, Dell’arte in corpo, Eros e Thanatos) racconta con parole sicure, decise, senza retorica e falsi pudori il mondo e l’avventura poetica di una persona fuori dalle regole, come lo sono tutti i poeti autentici.

Il libro di Antonella Rizzo è ora sincopato e ironico, ora triste e pensoso ma sempre leggibile. Prende alla gola. Una poesia che non dà spazio a fraintendimenti, la sua. Dice Antonio Veneziani nella prefazione:  “Il punto di convergenza…incatena alla pagina”. Un libro che va letto e assaporato come un vino d’annata, perché Plethora racconta il mondo odierno con i suoi cinismi (tanti) e con la sua poca poeticità.

Plethora
Autore: Antonella Rizzo
Editore: Nuove Edizioni Aldine
Collana: Atelier Angelus Novus
Anno 2016
Pag. 62
Euro 10,00
ISBN 788890899584
Prefazione di Antonio Veneziani

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