All’inizio era guerra fredda, dicevano. Ero bambina e mia madre comperava le pentole di rame al mercato del mercoledì da una pasciuta zingara con accento abruzzese. A Sarajevo non c’erano soldi ma l’università era frequentatissima da serbi, bosniaci, croati, rom, sinti, ecc. Senza problemi. Poi è stato deciso che le frontiere offendevano la libertà e i muri vennero abbattuti. Prima cominciò un certo Wojtyla, sorridente e con lo spirito del viaggiatore. Lo fecero santo, colui che avversava i mangiapreti. E poi tanti altri, perchè i popoli andavano liberati. Fino a Gheddafi, senza comprendere che chi ha avuto fame per molto tempo e rimane senza padrone si abbuffa di tutto. L’Europa generosa stanziò i soldini per l’integrazione che finirono per alimentare dei sistemi tendenzialmente corrotti. Ora è caccia all’uomo.

Primavere arabe

Vale sempre il principio di autodeterminazione dei popoli e dell’individuo in generale. La conquista della libertà e l’affrancamento dalla schiavitù dei tiranni è un problema davvero grosso e il mondo occidentale, abituato alla fretta e a schiacciare i problemi con un bulldozer non lo ha ancora capito. La conquista della libertà è un processo di consapevolezza lento e doloroso che non va abortito con azioni di forza. Nel personale, quanto tempo occorre prima che acquisiamo una certa dimestichezza con gli errori, con i fallimenti? Una vita non basta. Così la presunzione di conoscere il finale della storia prima che si arrivi alla fine del capitolo ci porta ad intervenire con provvedimenti sbrigativi e sommari nelle culture altre per interessi personali, egemonici spacciandoci per detentori della vera civiltà.
È come mettere una fuoriserie in mano a chi non ha nemmeno la patente. Piazzare un governo democratico in fretta e furia quando la popolazione è impegnata in lotte intestine e tribali è un provvedimento davvero azzeccato. Eliminare una dittatura sostituendo i vertici quando la coscienza individuale ancora non funziona e non ci sono i mezzi materiali e intellettuali per metterla in moto è una intuizione politica davvero geniale. Cade una testa e il gioco è fatto. Basta spogliare le donne dal burka, mandarle a votare, trasmettere a reti unificate e il gioco è fatto. Mentre i cecchini sparano dalle alture.
Io mi vergognerei di offendere l’intelligenza della gente in questo modo, servendomi di bambini straziati e villaggi bruciati e giustificando le continue ingerenze come inevitabili e filantropiche. Vedere la guerra fa male, ma non come quella che dovremo affrontare come ultima spiaggia per cercare di spegnere questa polveriera. Lasciate che sia il popolo a decidere quando è primavera.

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