Ghada Soliman su “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno”

La Cleopatra di questo “libello”, per usare un termine caro a Dante con il quale lui stesso ha definito la sua opera in prosimetro, cioè prosa e versi magistralmente uniti, è una donna fiera, una Regina e un’amante al pari di Penelope e Didone. Ricordiamo queste due figure femminili per il loro coraggio e per la loro regalità grazie ad Ovidio, che nelle Heroides ha dato loro la voce.
Una Penelope straziata dalla lontananza di Ulisse, una Didone delusa dalla partenza di Enea e infine una Cleopatra sofferente per il distacco forzato da Cesare.
Tre donne unite da un unico destino, donne orgogliose, donne devastate, donne lussuriose, ma pur sempre Donne.
“Cleopatra Divina donna d’Inferno” è un libro ben scritto, è una piccola opera d’arte che racchiude un immenso tesoro. L’autrice, Antonella Rizzo, è stata molto attenta nella scelta del lessico che in modo eccellente proietta il lettore nelle stanze in cui Cleopatra si trovava.

Ghada Soliman

In programma

Sabato 22 febbraio ad Aprilia “Le perle, meraviglie della natura” viaggio attraverso la bellezza a cura di Gianluigi Buccarelli, intermezzi musicali e poetici di Angelo Capozzi e Antonella Rizzo – Assoociazione Prisma, Comitato di Quartiere Aprilia Nord, ore 17.00.

Domenica 9 marzo ad Anzio presentazione “Sono bella ma non è colpa mia” AA.VV – Museo Civico Archeologico di Villla Adele all’interno della rassegna “8 poetesse per l’8 marzo” a cura di Ugo Magnanti, ore 17.00.

Sabato 15 marzo a Lanuvio presentazione  “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno” – Aula Consiliare del Comune di Lanuvio ore 16.30.

Sabato 26 aprile ad Anzio presentazione di “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno” Museo Civico Archeologico di Villla Adele.

A presto informazioni più dettagliate.

“Cleopatra – Divina donna d’Inferno” di Antonella Rizzo, ed. FusibiliaLibri 2014

Immagine

Ci vuole arditezza e pure un pizzico di faccia tosta per dare voce ai pensieri formulati dalla mente di Cleopatra, doti di cui Antonella Rizzo non difetta assolutamente. E FusibiliaLibri che, come è notorio, ha in predilezione la scrittura delle donne, accoglie a braccia aperte quelle che, soprattutto, si inerpicano su percorsi difficili, sfidando letteratura e interpretazioni stocastiche della storia. Cleopatra – Divina donna d’Inferno è un libro scritto con gran talento che dà al lettore il monologo straziante, tra versi e prose, di un personaggio che, ingiustamente ricordato come la capitolazione di impero, qui si racconta donna, madre, amante, vittima di schermaglie politiche e sentimentali. Il tono intimo e fiero dell’Io narrante suggerisce una nuova figura di regina, il cui caposaldo è la dignità, irrinunciabile. Un libro arricchito dalle dotte note del prof. Claudio Giovanardi e di Luca Attenni, ricercatore e archeologo.

Dona Amati

di prossima uscita editoriale, prenotabile su fusibilia@gmail.com

“Sto impazzendo. So che il veleno continuo era solo brace per nutrire un amore destinatoa finire come tutte le cose del mondo.

Così replicai qualche giorno dopo la morte di Cesare.Quell’uomo era diventato la mia ossessione per come era entrato con prepotenza nel mio immaginario e vi aveva piantato le sue tende da accampamento militare. L’odore del cardamomo e delle ghiandole dei piccoli animali contenuti nell’unguento che la schiava greca spalmava sulla mia schiena faceva il resto. Pensavo a quelle amenità che avrebbero raccontato sul mio conto, latte d’asina, carbone per gli occhi e altre cose del genere e ridevo come una pazza. Creusa rideva all’eco della mia allegria e sapeva di essere serva per volere degli Dèi e non degli uomini. Avevo fame di sapere e volevo impadronirmi dei segreti dell’astrologia e della fertilità delle mie terre, e Creusa divideva con me le stesse passioni.Sapevamo che Cesare parlava di caccia con Diana e di guerra con Marte e che lo scibile umano gli interessava fino alla lunghezza del suo equipaggiamento bellico. Ma la forma della sua testa era così maschile e le mani così nodose come una quercia mediterranea che al confronto i nerboruti schiavi d’Etiopia parevano vecchi eunuchi. Non avrei mai patito la solitudine e la mancanza di sentimento perché Io ero l’amore e sapevo suggere polline da fiori sconosciuti e misteriosi. Amavo scommettere sulle probabilità del destino e con grazia scivolavo nelle passioni quasi imponendomi la sorte. A quei tempi odiavo mio fratello-marito…”