C’è razza e razzìa

Quello che è accaduto alla mia amica Patrizia Prestipino mi rende cosciente del fatto che oggi avere un ruolo pubblico è un’impresa di grande coraggio, addirittura un segno di tendenza al masochismo. È veramente difficile reggere l’impatto della moltitudine degli occhi, delle parole, dei cervelli impegnati a sviscerare ogni tuo respiro e ad aspettare il pasto della carogna con pazienza instancabile. Patrizia ha pronunciato una parola politicamente scorretta, forse goffa per la circostanza, talmente lontana dalla sua educazione e dal suo background culturale che, francamente, solo uno sciocco potrebbe pensare a un lapsus freudiano. “Razza italiana”, un termine tradizionalmente associato ad ambiti zootecnici o di chiara matrice reazionaria.

Patrizia è una donna vivace, intelligente, intransigente nel suo impegno quotidiano, un’insegnante modello, una politica senza macchia. E fedele al suo credo, che piaccia o meno. Dico senza macchia perché sfido chiunque ad avere un curriculum immacolato come il suo, una storia di vita in mezzo alla gente. Patrizia è una di cultura, che non ha mai preteso sconti su niente; è la tipa che, dopo subissarmi di complimenti alla fine del mio spettacolo,  mi ha fatto notare una citazione errata sull’Eneide, frutto di distrazione. Me l’ha detto sorridendo, perché di una svista si trattava, e non capirlo sarebbe stato impossibile, in tutta sincerità. Una che non la manda a dire.

Cosa fare, adesso, se non consigliarle di non farci caso, di aspettare qualche giorno in attesa che la prossima vittima le rubi la scena mediatica e riempia le bocche avide di maldicenza. E come giustificare che proprio il Soviet ha analizzato i fatti e ha fornito la sua interpretazione incontrovertibile: di fascismo si tratta, e di propaganda reazionaria. Nessuna pietà per chi infrange il protocollo verbale. Ma la verità è lapalissiana e cavalcare lo tsunami delle cattiverie è così sfacciatamente volgare che, se fossi in loro, ci penserei mille volte prima di parlare.

Lasciali perdere, Patrizia. Sono abituati a fare razzia di tutto quello che sentono: è questione di razza.

“Confessioni di una giovane eretica” al Ponente International Film Festival

Immagine

Tra gli eventi in programma del PIFF Antonella Rizzo presenterà la sua ultima silloge “Confessioni di una giovane eretica” Lepisma Edizioni presso la Città dell’Altra Economia (ex mattatoio-Macro) a Roma
http://www.levantefilmfest.com/Interverranno:
Dona Amati
Patrizia Prestipino
Sabino Caronia

Il Ponente International Film Fest è una sezione dislocata del Levante International Film Fest, ma è anche una manifestazione auto-compiuta che annuncia “prospettive future”. Il LIFF-Festival di Cinema Indipendente ha da sempre avuto nel legame con il territorio la sua stessa ragione di esistere e per vocazione si è sempre posto come luogo di dibattito, esplorazione, condivisione e denuncia, nella convinzione che lo sviluppo territoriale funga da veicolo a quello sociale e sia locomotore dell’economia. Attraverso un ricco ventaglio di iniziative di diversa natura (artistica, divulgativa, pratica) si proporrà di restituire uno sguardo complesso sulla città, che si intrecci, nelle sue diverse declinazioni, ad altre discipline come l’antropologia, l’architettura, la sociologia, la scienza, la filosofia.

Gli eventi si svolgeranno tra la CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA (l.go Dino Frisullo, snc – ex mattatoio di Testaccio) e all’interno del locale CAFFE’ LETTERARIO (Via Ostiense, 95)