Su Genova Poesia: Antonella Rizzo, “Amore”

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La poesia di Antonella Rizzo ha una matrice classica, ma è un canto che ci raggiunge da un futuro alternativo o parallelo al nostro, più che dai tempi di Cleopatra, Ipazia, Salomè, donne e muse della sua poiesis. È ricerca di una simmetria universale, che si esprime con una musicalità preziosa, potente e sempre evocativa. È poesia che profuma, perché offre al lettore immagini e scene istantanee che appaiono come attraverso il fumo e subito si dissolvono per lasciare spazio ad altre evocazioni, memorie e creazioni. Amore è una poesia fatta di parole come oscillazioni di luce: basta al lettore coglierne la musica, più ancora che il significato, lasciandole scorrere attraverso il senso dell’intuizione, commoventi, soavi, orgogliose, dolenti. Per poi soffiarle come polline di fiori rari verso il cielo e attendere – a occhi chiusi – che scendano ancora, simili a lacrime o polvere cinerea sulle gote e nello spirito di chi le ha colte, sempre assetato della passione del vivere. R.M.

 

Amore di Antonella Rizzo

Angelo eletto

sale e vaniglia

giovane giunco

piegato dal vento

amore straniero

di giovani spose

amore di vecchia

bestemmia feroce

tenero nato

di poveri amanti

corpi in esilio

sorso d’assenzio

amore ammazzato

senza un lamento.

Da ceneri mute

gettate nel vento

fai dono di vita

e spargi tormento.

Dipinti: Kati Horna, La muñeca (The Doll), 1949; Leonora Carrington, Pastoral, 1950.

antonella rizzoantonella rizzo

Poeti in difesa della Maison de Poésie e dei suoi premi letterari

Parigi, 8 luglio 2014. Da quasi dieci anni la Maison de Poésie, fondata a Parigi nel 1928 e rispettata ovunque per il suo lavoro disinteressato a tutela della vera poesia in Francia, è oggetto di attacchi da parte di istituzioni culturali legate alla politica e al potere economico. La Maison de Poésie ha fondato e promosso in Francia alcuni dei premi letterari che sono stati capaci di scoprire e promuovere grandi voci della poesia:
– il Gran Premio della Maison de Poésie (risultato dalla fusione di cinque premi: Premio Émile Petitdidier, Premio Émile Blémont – dal nome del fondatore della Maison de Poésie -, PremioPaul Damarix, Premio Fernand Dauphin e Premio Maurice Du Plessy;
– il Premio Louis Mandin
– Il Premio Paul Verlaine
– il Premio Émile Verhaeren (riservato a un poeta straniero in lingua francese)
– il Premio Edgar Poe (per le traduzioni in francese)
– il Premio Philippe Chabaneix (per la critica e la storia della poesia)
– il Premio Arthur Rimbaud (per giovani talenti).
Alcuni di questi premi storici sono già stati costretti a chiudere, mentre nel mese di ottobre 2011 la Maison è stata espulsa dalla storica sede presso l’Albergo di Émile Blémont in rue Ballu, a Parigi, su richiesta e a beneficio della potentissima Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques (SACD).Alcuni poeti e artisti italiani, fra cui Roberto Malini, Steed Gamero, Daniela Malini, Elisa Amadori Brigida, Antonella Rizzo, Fabio Patronelli e Dario Picciau si stanno impegnando a sostegno della Maison de Poésie. “Chi ama la poesia non può che schierarsi a fianco della Maison e dei suoi premi,” afferma il poeta Roberto Malini, “perché si tratta di una realtà storica che ha operato per la tutela della vera poesia e non di meschini interessi privati: un esempio di come l’onestà, l’integrità, la qualità e l’autonomia dei giurati siano le fondamenta di un premio utile alla poesia (e alla cultura) di un paese. Ho accettato di presiedere le giurie di due premi di poesia proprio per portare in Italia lo spirito della Maison e difendere il talento dai dannosi opportunismi e dalle influenze di chi detiene micro e macro poteri”.

In data odierna il Presidente della Maison de Poésie Jacques Cherpentreau (nella foto), vero poeta e amico della poesia, ha inviato una email a Roberto Malini e ai poeti che sostengono la Maison de Poésie: “Cari amici, grazie! Azioni di sostegno come la vostra sono preziose per noi, perché ci aiutano a resistere contro la pressione incessante del profitto e del potere finanziario. Grazie ai nostri amici, speriamo di riottenere presto i nostri diritti, attualmente violati.

Con grande cordialità, Jacques Charpentreau”.

La vera Poesia (a Isoke e a Roberto)

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Riuscire a creare sinergie, interazioni, alchimie è il miracolo della Poesia. Abbandonare le difese razionali che confinano l’essere umano nella gabbia della diffidenza e condividere vissuti di poche ore o di un’intera vita. E quando si incontra la vera Poesia ci si sente inadeguati, spogli di quell’orgoglio che pervade i momenti di onnipotenza creativa. Pronti a ricevere l’emozione, umili discepoli. Essa volge la sua grazia senza meriti di nascita, sopravvive ai dolori più grandi e cresce in qualsiasi terreno. L’Uomo non è quello che mangia. Ed io che non ho saputo scrivere nient’altro che la mia firma leggo: “Osare” come un grido di battaglia di cui mi si attribuisce la maternità…ma non so se davanti a tanta Vita ne sono ancora degna.