5 novembre 2018

Sto scrivendo una nota per il catalogo della prima mostra fotografica della mia amica Magnolia. Sono “fuori uso” e approfitto delle giornate di pioggia per scrivere e familiarizzare con un agente atmosferico che mi ha sempre gettato in una profonda depressione. Penso al progetto letterario-musicale sulle brigantesse che Andrea Del Monte sta ultimando musicando il mio testo e quelli di altri autori che stimo moltissimo. La buona compagnia, anche tra le pagine di un libro, fa sempre piacere e crea calore. Poi riguardo le bozze del libro che uscirà tra un mese per la casa editrice dell’amico Fabio Croce dal titolo A dimora le rose, una raccolta di atti unici sulle mie donne storiche con le note di Francesca Bellino, scrittrice, giornalista e autrice Rai e Francesca Benedetti, una pietra miliare del teatro italiano, l’ultima grande Diva. E questa è la bella novità.

 

In nome di Ipazia

Il reading performativo Bavaglio è liberamente tratto dalla plaquette “Lettera immaginaria di Ipazia a Teone”, scritta da Antonella Rizzo ed edita per Fusibilia libri. Sfondo integratore della narrazione è l’appassionato testamento spirituale che Ipazia riassume in una lettera al vecchio padre. Fabrizia Olimpia Ranelletti, con la sua brillante sceneggiatura, intende creare un punto di contatto e di comunicazione tra scienza e umanesimo che trova la massima rappresentazione nella figura di Ipazia d’Alessandria, matematica e filosofa (370 – 415).

Si esamineranno figure artistiche legate alle arti visive, letterarie e musicali che hanno contemplato nei loro interessi anche la matematica e l’astronomia come Leonardo da Vinci, Giacomo Leopardi, Pink Floyd; la filosofia verrà rappresentata da temi filosofici e sociologici come il platonismo e il concetto di alterità. La privazione della libertà sarà il triste epilogo di un esame storico che sottolinea la tragedia dell’eterno bavaglio inflitto come castrazione al libero pensiero.

Bavaglio è una delle performances inserite nel progetto interdisclipinare “Il moto del sapere” curato dall’associazione Hypatie arte e scienza proposte al Festival della Scienza di Genova 2017 e nell’Hypatie Festival, rassegna itinerante a cura della stessa associazione.

Interpreti

Antonella Rizzo – Ipazia

Fabrizia Olimpia Ranelletti – Corpo, non proprio, celeste

Voce fuori campo Alessandro Galli

 

Primavera performativa

Torna più forte che mai il desiderio di uscire dal recinto della parola scritta. Così è impossibile rifiutare un invito alla creazione.

L’8 marzo sarò a Villa Sarsina ad Anzio con Laura Di Marco e la sua arpa celtica per parlare di un improbabile dialogo tra Venere e Freud, ospite dell’evento “D’arte, d’amore…Donna”. Poi i preparativi per il debutto di Lettera di Ipazia a Teone con Fabrizia Ranelletti al Teatro Antigone di Roma, che spero prenderà il volo per il Festival della Scienza a Genova. Di prossima pubblicazione il testo della lettera che dà origine alla sceneggiatura della performance per Fusibilia libri, una plaquette artistica. E Plethora che continua il suo viaggio.

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